Plastica nel Tamigi, livelli ormai insostenibili

Plastica nel Tamigi, livelli ormai insostenibili

Fonte immagine: Pixabay

La plastica nel Tamigi ha raggiunto livelli elevatissimi, fra i più alti nel mondo: è quanto rivelano due nuovi studi condotti nel Regno Unito.

La plastica nel Tamigi ha raggiunto livelli ormai insostenibili. È quanto rivelano nuovi studi, pubblicati sulle riviste scientifiche Environmental Pollution e Science of the Total Environment, pronte a confermare uno scenario drammatico. Nel fiume che attraversa Londra si rilevano infatti livelli record di microplastica, forse i più alti del mondo.

I ricercatori dell’Università di Londra e della Royal Holloway hanno misurato la quantità di frammenti di plastica che, a livello quotidiano, transitano nel Tamigi. E il dato ricavato è allarmante: il flusso delle acque del fiume trasporta ben 94.000 frammenti di microplastica al secondo. È il dato più elevato in Europa, se confrontato a tutti i più grandi corsi d’acqua del vecchio continente, come il Reno e il Danubio.

Nella maggior parte dei casi si tratti di pezzi di plastica derivati da rifiuti gettati direttamente nel corso d’acqua, ma un peso considerevole giunge dagli scarichi domestici. Molte persone continuerebbero a gettare salviette umidificanti nella toilette, sebbene non siano riciclabili: queste si accumulano sulle rive del fiume, mentre le fibre plastiche contaminano le acque. Come lecito attendersi, negli ultimi tempi sono aumentati anche i livelli di mascherine e guanti in acqua, data la pandemia da coronavirus. Dave Morritt, della Royal Holloway, ha così commentato:

Gli studi mostrano quanti tipi di plastica diversi – dalla microplastica a grandi oggetti che fisicamente alterano le rive – possano influire su una grande varietà di organismi nel Tamigi. L’aumentato ricorso a oggetti usa e getta, e l’errato smaltimento di questi prodotti come mascherine e guanti o contenitori di igienizzanti, ha peggiorato questo problema durante la pandemia da Covid-19.

Gli esperti hanno anche sottolineato un impatto devastante da tutti i prodotti per la cosmesi che contengono microgranuli, come gli scrub o le creme di bellezza. Questi microgranuli finiscono negli scarichi e poi raggiungono il fiume, dove contaminano le acque e vengono ingeriti per errore dai pesci.

Nel corso degli ultimi anni diversi studi hanno confermato come i frammenti di plastica finiscano negli stomaci di pesci e crostacei. Mentre i rifiuti più grandi – come borse, contenitori, assorbenti igienici e tanto altro – vengono spesso ingoiati da cetacei e tartarughe, poiché scambiati per prede. Questi animali possono anche rimanere impigliati nella plastica, andando incontro alla morte per soffocamento.

Fonte: BBC

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