Plastica: respirate fino a 130 particelle ogni giorno

Plastica: respirate fino a 130 particelle ogni giorno

Fonte immagine: PDPics / Pixabay

Bisogna prestare molta attenzione all'inquinamento, anche a quello particolarmente invisibile: ogni giorno respiriamo fino a 130 particelle di plastica.

L’inquinamento mette sempre più a dura prova la nostra salute. Uno studio dell’Università Fernando Pessoa in Portogallo ha messo in evidenza che ogni giorno introduciamo nel nostro organismo con la respirazione fino a 130 particelle di plastica.

Sono diverse le fonti di microplastiche nell’aria che respiriamo: provengono ad esempio dalle fibre dell’abbigliamento in poliestere, dalla polvere che troviamo nelle città e dagli pneumatici delle auto. Questi granelli di plastica sono molto pericolosi, perché sono più leggeri dell’aria e vengono inalati facilmente, con il rischio di sviluppare malattie cardiache e asma.

Secondo l’autrice dello studio, la dottoressa Joana Correia Prata, le evidenze scientifiche dimostrerebbero che quotidianamente un individuo è esposto ad una quantità di microplastiche disperse nell’aria compresa tra 26 e 130. Tutto questo costituirebbe un vero e proprio rischio per la salute, specialmente negli individui più sensibili, come i bambini.

Sono diversi gli studi che dimostrano il pericolo rappresentato dall’inquinamento derivante dalla plastica. Si è parlato spesso di un possibile accesso di queste particelle nel nostro organismo tramite il pesce contaminato. Una ricerca effettuata in Belgio ha dimostrato che in media un piatto di cozze conterrebbe 90 particelle di plastica e 6 ostriche ne avrebbero 50.

Gli scienziati iraniani hanno analizzato in seguito la polvere presente nelle città e hanno scoperto che i bambini possono ingerire dall’aria ogni anno circa 3200 particelle di plastica. Questo avviene perché diverse microplastiche hanno una densità molto bassa da essere portate via dal vento.

Secondo gli studiosi, queste particelle sono persistenti e possono accumularsi di continuo negli ambienti in cui ci troviamo, specialmente in quelli chiusi, dove si fa sentire di meno l’azione del vento. In genere si trascorre molto tempo al chiuso nel corso della giornata e le fibre pericolose per la salute possono provenire anche dai mobili. La dottoressa Prata ha spiegato che le microplastiche con una dimensione inferiore a 5 mm sono quelle che dovrebbero preoccupare di più:

Anche basse concentrazioni ambientali possono contribuire all’incidenza di malattie respiratorie e cardiovascolari nella popolazione in generale, ma specialmente negli individui sensibili.

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