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Plastica: Papa Francesco e il Vaticano dicono basta a quella monouso

Plastica: Papa Francesco e il Vaticano dicono basta a quella monouso

Stop alla plastica monouso in Vaticano a partire dalla fine di quest'anno, nuovi obiettivi per Papa Francesco anche relativamente alla differenziata.

Anche il Vaticano mette al bando la plastica monouso. In linea con quelli che sono i contenuti dell’enciclica “Laudato Sì” pubblicata nei mesi scorsi da Papa Francesco, anche lo Stato che fa capo a Bergoglio ha deciso di puntare con decisione, a partire dal 2020, sulla raccolta differenziata e su materiali più sostenibili per quella che è stata definita dal pontefice “la casa comune”, ovvero la Terra.

A cambiare sarà l’intero sistema di raccolta differenziata del Vaticano. Come spiegato da Rafael Ignacio Tornini, responsabile Servizio Giardini e Nettezza Urbana del Vaticano, oltre alla messa al bando della plastica monouso verranno posti ulteriori e più ambiziosi obiettivi in termini di gestione dei rifiuti. Lo Stato governato da Papa Francesco intende passare in tre anni dall’attuale 55% di differenziata al 75%. Un traguardo che verrà centrato anche grazie ai lavori di ristrutturazione (svolti nel 2018) che hanno interessato l’isola ecologica realizzata nel 2016.

Secondo quanto riferito da Tornini il Vaticano è ormai in grado di gestire “circa 85 codici Cer”, i codici di rifiuti europei: in tal senso l’indifferenziato ammonta, spiega il responsabile Servizio Giardini e Nettezza Urbana, al 2% mentre il 98% è differenziato. L’obiettivo 2020 è arrivare al 100%.

Il meccanismo di raccolta è tramite cassonetto, ancora indietro il porta a porta, mentre da cinque mesi è attiva la raccolta differenziata dell’umido. Quest’ultimo viene utilizzato anche in attività rivolte all’economia circolare come ad esempio la produzione di compost (da utilizzare nei Giardini Vaticani o a Castel Gandolfo). Il resto dello smaltimento avviene in Italia.

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