Plastica negli oceani: triplicata entro il 2040

Plastica negli oceani: triplicata entro il 2040

Fonte immagine: Pexels

La plastica negli oceani potrebbe triplicare entro il 2040: questa è la spaventosa stima che emerge da un recente studio, serve un cambio dei consumi.

La plastica negli oceani potrebbe triplicare entro il 2040, in assenza di misure precise per limitarne la produzione e il consumo. È questa la preoccupante stima pubblicata sulla rivista scientifica Science ed elaborata dall’Università di Leeds. Il nostro stile di vita e di consumo non è compatibile con la protezione dei mari e, senza un immediato freno, effetti disastrosi non si potranno evitare.

I ricercatori hanno tracciato la produzione, l’uso e lo smaltimento della plastica in tutto il mondo, allo scopo di elaborare delle stime per il futuro. In assenza di misure di contenzione, ovvero procedendo ai ritmi attuali, negli oceani finiranno 1.3 miliardi di tonnellate di rifiuti. Il triplo di quanto già avviene ora. Così ha spiegato Costas Velis, dell’Università di Leeds:

Questa è la prima esaustiva valutazione su ciò che potrebbe accadere fra 20 anni. È difficile immaginarsi una quantità di plastica così ampia ma, se dovessimo adagiare ogni rifiuto su una superficie piatta, copriremmo un’area 1.5 volte grande il Regno Unito.

Plastica: possibili rimedi

Non è però detta l’ultima parola per salvare l’ambiente. Con interventi immediati sulla produzione, il riciclo e il riuso, il modello entro il 2040 può cambiare in meglio, con una riduzione della plastica negli oceani dell’80%. Tra le misure consigliate dagli esperti, si elencano:

  • costruire apposite strutture di transizione, per recuperare il 23% dei rifiuti non economicamente efficiente da riciclare;
  • ridurre o eliminare export di plastica in Paesi dalle basse possibilità di riciclo;
  • ridurre o eliminare la plastica monouso.

Raggiungendo questi obiettivi, le tonnellate di plastica nel mare nel 2040 raggiungerebbero “solo” i 710 milioni, anziché gli 1.3 miliardi. Una cifra ancora elevata, ma una prospettiva certamente migliore per l’ambiente.

Purtroppo non sembra al momento esservi una soluzione definitiva al problema. Sebbene da anni diverse spedizioni si stiano occupando di raccogliere i rifiuti in questo materiale dagli oceani, anche raggiungendo le isole dell’immondizia che si sono venute a formare nel Pacifico, il problema rimane. Se raccogliere i pezzi più grandi appare possibile, la microplastica è praticamente impossibile da eliminare.

Fonte: BBC

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