Plastica negli oceani: insufficiente il recupero di superficie

Plastica negli oceani: insufficiente il recupero di superficie

Fonte immagine: Unsplash

Inquinamento da plastica, la raccolta di superficie non sarà sufficiente per pulire gli oceani: è quanto rivela un nuovo studio, servono nuovi paradigmi.

Il problema della plastica negli oceani non può essere risolto con il semplice recupero di superficie. È quanto rivela un nuovo studio condotto dall’Università di Exeter, il Leibniz Centre for Tropical Marine Research, il Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research, la Jacobs University e da Making Oceans Plastic Free. Dalle ricerche è emerso come la raccolta di superficie rimanga infinitesimale rispetto alla grande quantità di rifiuti presenti negli oceani, soprattutto sui fondali.

I ricercatori hanno comparato l’utilità dei sistemi inventati negli ultimi anni per raccogliere la plastica nei corsi d’acqua. Dispositivi galleggianti di raccolta, barriere nei fiumi, reti e altre strutture: tutti questi sistemi sono efficienti nell’intrappolare la plastica galleggiante, e risultano certamente utili per evitare un accumulo ulteriore di rifiuti negli oceani, ma il loro contributo nella risoluzione del problema appare “modesto”.

Plastica: i dati dello studio

Lo studio ha evidenziato come l’inquinamento da plastica sia purtroppo in crescita: nel 2029 la plastica di superficie potrebbe raggiungere le 860.000 tonnellate, più del doppio delle 399.000 stimate in un precedente studio. Se si considerano i sistemi di raccolta più complessi, come l’efficiente Ocean Cleanup, a questi ritmi di crescita le possibilità di pulizia rimarranno comunque ridotte.

Se si facesse ricorso a ben 200 sistemi in stile Ocean Cleanup, e li si utilizzassero per 130 anni dal 2020 al 2150, i rifiuti raccolti ammonterebbero a 44.900 tonnellate: una cifra ancora lontana dal totale della plastica che si stima finirà in mare.

Questo non vuol dire che questi progetti siano inutili – anzi, sono necessari per allentare parte della pressione dell’inquinamento su mari e oceani – ma dovranno essere accompagnati da altre misure. Così spiega Jesse F. Abrams, dell’Università dell’Exeter:

Il messaggio importante di questo studio è che non possiamo continuare a inquinare gli oceani e sperare che la tecnologia sistemi i nostri danni. Anche se riuscissimo a raccogliere tutta la plastica negli oceani – cosa che non possiamo fare – risulta molto difficile riciclarla, soprattutto se i frammenti sono rimasti a mollo per molto tempo e si sono degradati. […] Le altre soluzioni sono la bruciatura e l’interramento della plastica. La prima porta a emissioni extra di CO2 e inquinanti in atmosfera, la seconda può contaminare il terreno.

Fonte: Phys.org

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