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Plastica e nylon nello stomaco del capodoglio spiaggiato a Ischia

Plastica e nylon nello stomaco del capodoglio spiaggiato a Ischia

Fonte immagine: Pexels

Un capodoglio è stato rinvenuto senza vita lungo le coste di Ischia: l'animale aveva purtroppo ingerito parecchi oggetti di plastica e di nylon.

A fine dicembre un capodoglio è stato rinvenuto senza vita lungo le coste dell’isola di Ischia, forse trascinato dalle correnti. Un rinvenimento che aveva generato curiosità e preoccupazione per gli abitanti di questo piccolo paradiso, timori oggi confermati dalla pubblicazione delle prime analisi condotte sul corpo dell’animale. Nello stomaco del cetaceo, lungo otto metri, sono state ritrovate molte buste di plastica, nonché pericolosi fili di nylon.

Il capodoglio, ribattezzato Leopoldo dagli abitanti dell’isola e dagli uomini della Guardia Costiera, è diventato suo malgrado l’ennesima prova dei danni dell’inquinamento da plastica sui mari. Sebbene non sia al momento possibile stabilire se l’animale sia effettivamente morto a causa dell’ingestione di plastica, sembra plausibile che la presenza di questi corpi estranei nello stomaco ne abbia determinato una condizione di malnutrizione.

Secondo gli esperti, il cetaceo sarebbe morto dieci giorni prima dello spiaggiamento sull’isola di Ischia, anche se ulteriori esami verranno effettuati nei prossimi giorni, così come riferisce il quotidiano Il Mattino.

Non capita di rado che i grandi cetacei siano spinti a ingoiare oggetti di plastica, di cui i mari – anche il Mediterraneo – sono ormai ricolmi. Le buste, in particolare, vengono scambiate per calamari, degli esemplari di cui proprio il capodoglio è decisamente ghiotto. Una volta ingeriti, tuttavia, gli oggetti in plastica impediscono le normali funzionalità dell’apparato digerente, spesso bloccando il passaggio del cibo tra stomaco e intestino, rendendo impossibile la nutrizione. I cetacei sono fra gli esemplari più colpiti da questo fenomeno, con diversi casi avvenuti nel corso del 2018, ma la problematica coinvolge anche delfini, tartarughe, uccelli marini e molte altre specie ancora. Pericolose sono anche le vecchie reti da pesca abbandonate al largo, spesso responsabili di causare il decesso di molti animali che vi rimangono impigliati o, ancora, che ne inghiottono alcune parti.

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