Plastica in mare: ecco le aziende che inquinano di più

Plastica in mare: ecco le aziende che inquinano di più

Fonte immagine: Greenpeace

Plastica in mare, ecco quali sono le multinazionali più inquinanti secondo la classifica di Break Free From Plastic.

L’inquinamento da plastica nei mari ha ormai raggiunto livelli preoccupanti secondo scienziati ed esperti. Parte della responsabilità di tali condizioni risiederebbe nella politica delle multinazionali, almeno secondo quanto affermato da Greenpeace e dalle oltre 1.800 associazioni che compongono la coalizione internazionale Break Free From Plastic.

Sulla base dei dati raccolti durante 484 attività di pulizia (raccolta e catalogazione di contenitori e imballaggi usa e getta), condotte in 51 Paesi, gli attivisti di Break Free From Plastic hanno redatto una speciale classifica relativa ai marchi più individuati durante le varie raccolte. Il maggior numero di rifiuti di plastica rinvenuti in mare è stato associato a Coca-Cola, seguita da Nestlé e PepsiCo. A seguire Mondelēz International, Unilever, Mars, P&G, Colgate-Palmolive, Phillip Morris e Perfetti Van Melle. Ha dichiarato Von Hernandez, coordinatore globale della coalizione Break Free From Plastic:

Questo lavoro conferma ancora una volta che le multinazionali devono fare molto di più per affrontare la crisi dell’inquinamento da plastica che hanno creato. La loro dipendenza dagli imballaggi in plastica monouso si traduce nell’immissione di quantità crescenti di plastica nell’ambiente, i cui impatti sono già oggi devastanti. Il riciclo da solo non è la soluzione, bisogna ridurre urgentemente la produzione di plastica usa e getta.

Sono quindi Coca-Cola, Nestlé e PepsiCo, sostiene l’associazione nel comunicato, i tre marchi a cui è associato il maggior numero di imballaggi nel mondo. Gli stessi, ricorda Greenpeace, che pur affermando in più occasioni la volontà di migliorare le cose hanno costantemente disatteso le aspettative degli ambientalisti. Una questione evidenziata dagli attivisti nel rapporto “Il Pianeta usa e getta. Le false soluzioni delle multinazionali alla crisi dell’inquinamento da plastica”.

Aziende che così facendo continueranno a portare avanti, conclude l’associazione, un “modello di business e di consumo insostenibile per il Pianeta”. Ha sottolineato Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace:

I recenti impegni di multinazionali come Coca-Cola, Nestlé e PepsiCo promuovono come sostenibili alternative come la carta o le bioplastiche che rischiano di generare ulteriori impatti su risorse naturali già eccessivamente sfruttate, come le foreste e i terreni agricoli. Per risolvere il problema dell’inquinamento da plastica, le grandi aziende devono ridurre drasticamente la produzione di usa e getta, investendo in sistemi di consegna dei prodotti basati sul riuso e sulla ricarica e che non prevedano il ricorso a packaging monouso.

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