Plastica dalle alghe per ridurre l’impatto ambientale

Plastica dalle alghe per ridurre l’impatto ambientale

Fonte immagine: Alghe marine / Pixabay

Uno studio dell’università di Tel Aviv rivela dei biopolimeri dalle alghe in un processo che non richiede né suolo né l’utilizzo di acqua dolce.

Le alghe sono state studiate come materia prima per la produzione di materie plastiche da fonte biologica. Il processo sviluppato permette inoltre di ricavare dai sottoprodotti mangimi per pesci e animali. L’università di Tel Aviv ha studiato un alternativa alla tradizionale plastica di origine fossile grazie all’uso delle alghe.

I ricercatori sono riusciti a produrre alcuni biopolimeri dalle alghe, in un processo che non richiede né suolo né l’utilizzo di acqua dolce. Inoltre le bio-plastiche ricavate dalle alghe, generate dalla fermentazione dello zucchero presente nelle macroalghe, sono completamente biosintetiche, biodegradabile, atossiche e completamente compostabili come materiale organico. Alexander Golberg, uno degli autori della ricerca, spiega:

La plastica impiega centinaia di anni a decadere, quindi bottiglie, imballaggi e sacchetti creano una sorta di ‘continenti’ di plastica negli oceani, mettendo in pericolo gli animali e inquinando l’ambiente. Una soluzione parziale a questa epidemia è rappresentata dalla bioplastica, che non usa petrolio e si degrada rapidamente. (…)

Ci sono già fabbriche che producono questo tipo di bioplastica in quantità commerciali, ma usano piante che richiedono terreni agricoli e acqua dolce. Il processo che proponiamo consentirà ai Paesi con risorse idriche ridotte, come Israele, Cina e India, di passare dalla plastica derivata dal petrolio a quelle biodegradabili.

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