Plastica bruciata per produrre energia: proteste in UK

Plastica bruciata per produrre energia: proteste in UK

Fonte immagine: Unsplash

Plastica, il Regno Unito vuole bruciarne maggiori quantità per produrre energia, ma una coalizione si oppone ai piani governativi.

Plastica bruciata per produrre energia, un gruppo di associazioni lancia l’allarme. È quanto sta accadendo nel Regno Unito, dove il Governo sta pianificando di aumentare la quota annuale di rifiuti plastici che finiranno negli inceneritori. Un modo economico per produrre energia elettrica, sostengono dalle parti di Downing Street, ma decisamente pericoloso in termini di inquinamento.

Così è nata una coalizione di associazioni, alcune anche molto famose, per chiedere alle autorità britanniche di tornare immediatamente sui loro passi.

Plastica e inceneritori

Entro il 2030, il Governo britannico pianifica di aumentare di 10 milioni di tonnellate l’anno la quota di plastica che finirà negli inceneritori. Se il progetto dovesse andare in porto, il Paese potrà raggiungere una maggiore autonomia energetica, a discapito però dell’emissione di maggiori quantità di CO2 e di altri pericolosi inquinanti come le diossine.

Una coalizione di gruppi ambientalisti – tra cui Extinction Rebellion, Friends of the Earth, Greenpeace, UK Without Incineration Network e il politico John Cruddas – hanno però deciso di opporsi ai piani governativi. Incenerire plastica renderà impossibile raggiungere i piani a zero emissioni previsti entro il 2050 e rappresenterà un grande affronto alla sopravvivenza dell’ambiente.

Plastica bruciata: quote in aumento

Già negli ultimi anni il Regno Unito ha aumentato la propria quota di plastica bruciata. Basti pensare come nel 2014 ne venivano incenerite 4.9 milioni di tonnellate anno, oggi siamo quasi a 11 milioni di tonnellate l’anno. Nel frattempo, non prende sufficientemente piede il riciclo, con l’impossibilità di raggiungere l’obiettivo di recuperare almeno il 50% delle plastiche prodotte entro il 2020. Nel frattempo, il governo pensa di costruire altri nuovi 50 termovalorizzatori.

Per evitare uno scenario così drammatico, la coalizione ha avanzato una serie di richieste a Downing Street:

  • impostare l’obiettivo carbon zero entro il 2035, allineandosi così ad altri Paesi del Vecchio Continente;
  • raggiungere un traguardo di almeno il 70% di plastica riciclata entro il 2030;
  • investire nelle strutture per l’implementazione di un efficiente economia circolare per il recupero e il riuso di questo materiale e di tutti i suoi derivati.

Fonte: Guardian

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