Plastica biodegradabile dalle foglie di cactus

Plastica biodegradabile dalle foglie di cactus

Fonte immagine: David Mark via Pixabay

Degradabile in tempi brevissimi e commestibile: il cactus potrebbe rappresentare il futuro nella produzione di bioplastica.

Una scoperta che nasce quasi per gioco. I ricercatori dell’università di Guadalajara, in Messico, hanno provato a inserire le foglie e la linfa di un cactus dentro un estrattore. Ne hanno ricavato un succo dalle proprietà sorprendenti: se mischiato ad altri composti si trasforma in plastica biodegradabile.

Una novità che può rivelarsi fondamentale per combattere la proliferazione di microplastiche. Secondo studi recenti, ogni anno ingeriamo cinquantamila frammenti di questi minuscoli inquinanti, una conseguenza inevitabile delle otto milioni di tonnellate di plastica galleggiante nei nostri oceani.

Secondo i ricercatori messicani, il nuovo materiale possiederebbe notevoli pregi: è ingeribile senza problemi per la salute, ha un tempo di degradazione bassissima – stimato in poche settimane – e ha emissioni di carbonio pari quelle di una pianta che cresce. Una qualità derivata dalla grande presenza di zuccheri e gomma in questo vegetale, che favorirebbe la creazione di una bioplastica particolarmente indicata per il monouso.

A questi vantaggi, si aggiungono anche quelli conseguenti all’introduzione di questo nuovo materiale rispetto quelli tradizionali, derivati da prodotti alimentari (grano, avena, patate o riso). Non impattando nelle scorte alimentari e nei processi di coltivazione intensiva, il cactus è particolarmente funzionale per la produzione di massa, essendo una pianta principalmente ornamentale, che richiede poco intervento dell’uomo ed è coltivabile anche in climi secchi e funestati da frequente siccità.

Un’idea che, stando ai ricercatori, avrebbe già attirato l’attenzione di imprenditori e investitori, interessati allo sviluppo industriale e commerciale del brevetto.

Fonte: Fast Company

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