Plastica: al via petizione WWF per un mondo #plasticfree

Plastica: al via petizione WWF per un mondo #plasticfree

Fonte immagine: Pixabay

Serve un impegno mondiale da parte delle Nazioni Unite: nel 2050 rischiamo di avere più plastica che pesci.

Abbiamo bisogno di un Accordo globale contro l’inquinamento da plastica. Parte la petizione del WWF per sensibilizzare cittadini e governi sull’urgenza di agire per la tutela dei mari, e della nostra salute.

Lanciata sul sito della nota associazione ambientalista, l’obiettivo è quello di raccogliere nel più breve tempo possibile 50 mila firme. Sulla pagina di riferimento si legge:

Diciamo basta alla plastica che soffoca i nostri oceani, danneggiando noi e la natura che ci circonda. I Paesi delle Nazioni Unite devono stipulare un Accordo globale che ponga fine alla dispersione di plastica in natura entro il 2030.

A corredo della petizione una serie di dati allarmanti sulla diffusione dell’inquinamento da prodotti plastici. Se non si dovessero prendere provvedimenti in merito, il rischio è quello di avere più plastica che pesci nei nostri mari entro il 2050. Ogni anno scarichiamo una quota pari a 8 milioni tonnellate di plastica negli oceani. Per comprendere bene la situazione, basti pensare che il dato equivale a scaricare un camion pieno al minuto.

Per troppi anni il problema è stato preso sottogamba dai governi. Ora per il WWF è arrivato il momento che “le Nazioni Unite stringano un Accordo per porre fine alla dispersione di plastica in mare entro il 2030. La plastica ha un impatto drammatico sul benessere e la salute delle persone e sulla vita nei nostri mari: pesci, tartarughe, delfini, balene, uccelli marini la ingeriscono o ne rimangono intrappolati, feriti e uccisi”.

L’Europa, il secondo maggiore produttore di plastica al mondo, è responsabile di riversare nel Mar Mediterraneo tra le 150 e le 500 mila tonnellate di microplastiche ogni anno. L’Italia grazie ai divieti sugli shopper di plastica per la spesa dal 1° gennaio 2011, sui sacchetti di plastica per gli alimenti da inizio 2018, sull’uso di bastoncini cotonati non biodegredabili dal 1° gennaio 2019, e sull’uso di microplastiche nei cosmetici dal prossimo anno, già si è messa in moto sull’argomento, e a riconoscerlo è il WWF stesso.

Serve però più azione: il nostro Paese deve giocare un ruolo leader su piano europeo e mondiale. Per questo il WWF ha scritto al ministro dell’Ambiente Sergio Costa che, oltre a ricordare la sua proposta “Salvamare“, ha risposto in modo positivo all’appello:

Ho lottato con le unghie per ottenere nella legge di bilancio i fondi per agire sulla produzione degli imballaggi. Vogliamo estendere il credito di imposta destinato agli imprenditori che usano plastica riciclata, incentivando quelli che faranno un passo in più, riducendo gli imballaggi in plastica. Non è soltanto una battaglia ambientale, ma anche un passo fondamentale per avviare l’economia green.

Al ministro Costa ha risposto la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi:

Signor Ministro siamo felici di averla dalla nostra parte nel percorso #plasticfree, ma proprio per questo ora dobbiamo accelerare. Lo dobbiamo ai nostri mari e lo dobbiamo alle prossime generazioni che non meritano di pagare per colpe non loro. Possiamo dire che su questo argomento i cittadini hanno superato le istituzioni: ora tocca ai governi dimostrare che hanno orecchie per sentire e il coraggio per agire.

Il WWF chiede infine una serie di misure per migliorare ulteriormente la normativa italiana: una cauzione sugli imballaggi monouso favorendo il loro riciclaggio e un’etichetta chiara che indichi i prodotti “usa e getta”. Inoltre vanno messe fuori produzione le microplastiche da tutti i prodotti entro il 2025 e va finanziato il censimento degli attrezzi da pesca “fantasma”, cioè quelli dispersi in mare e da recuperare.

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