Placche in gola: quanto durano e contagio

Placche in gola: quanto durano e contagio

Le placche alla gola possono avere un'origine batterica oppure virale: ecco cosa sono, i sintomi, le modalità di contagio e la durata del disturbo.

Le placche alla gola (con o senza febbre)sono il sintomo visibile di un’infezione alla parte terminale del cavo orale. In genere, ne è colpita la mucosa del palato molle, della parte posteriore della gola, le tonsille e anche l’ugola. Scopriamo qualche informazione utile sulle placche alla gola per imparare a riconoscerle, sapere quanto durano e utilizzare i giusti rimedi per lenire il fastidio.

Sintomi delle placche alla gola

Di norma, la presenza delle placche è anche associata ad altri disturbi che determinano malessere generale. I sintomi più comunemente associati alle placche sono dolore durante la deglutizione, sensazione di gonfiore, gola arrossata, talvolta febbre e, ancora, indolenzimento a livello dei linfonodi del collo. Solitamente, le placche sono associate a malattie infettive a decorso favorevole.

L’infezione che causa la formazione di placche può essere sia di natura batterica che virale. La manifestazione è sempre piuttosto simile e solo l’esecuzione, da parte del medico, di un tampone faringeo può distinguere con sicurezza l’origine. Tuttavia, ci sono alcuni segnali che possono far sospettare una ragione anziché l’altra. In caso, ad esempio, di infezione virale, è molto comune che prima della formazione delle placche visibili il paziente lamenti mal di gola, arrossamento e febbre. Questi sintomi sono in genere passeggeri e lasciano posto a raffreddore, tosse e tonsillite. Quest’ultima si manifesta con la formazione di vesciche che, rompendosi, lasciando evidenti lesioni. Nel caso invece di infezione batterica le placche sono invece purulente, accompagnate da sintomi come il rigonfiamento delle ghiandole del collo e febbre superiore ai 39°C.

Infezioni batteriche e placche alla gola

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Fonte: Thermometer via pixabay Thermometer via Pixabay

Ecco i batteri che, con più frequenza, causano infezioni che si manifestano con la formazione di placche:

  • streptococco beta emolitico del gruppo A;
  • Staphylococcus aureus.

Più rare, ma possibili, sono le placche in gola causate dai batteri della difterite, della sifilide, della clamidia, e della gonorrea.

In genere, si tratta di infezioni che si trasmettono per via aerea, pertanto è preferibile ridurre le occasioni di contatto ravvicinato con persone infette. Solo in caso di infezione batterica il medico potrebbe prescrivere una terapia antibiotica.

Infezioni virali e placche alla gola

I virus che più spesso causano anche infezioni alla gola e formazione di placche:

  • rhinovirus, lo stesso che è anche responsabile nella maggior parte dei casi del raffreddore;
  • adenovirus;
  • coronavirus, anch’esso tra le cause del raffreddore;
  • virus influenzali;
  • virus di Epstein-Barr, noto soprattutto per essere la principale causa di mononucleosi infettiva.

Placche alla gola: durata

Tee Fonte: Tee via pixabay

Di norma, le placche in gola sono una manifestazione di breve durata: già dopo 24 ore dalla loro insorgenza, il paziente ne verifica la remissione. Oltre alla terapia antibiotica eventualmente prescritta dal medico, è possibile utilizzare alcuni rimedi naturali per favorire il miglioramento.


Rimedi naturali per le placche alla gola

Una spremuta di lime due volte al giorno, anche impiegata per fare gargarismi e risciacqui, ha dimostrato di essere efficace grazie alle riconosciute proprietà antibiotiche e antinfiammatorie del frutto. Ottimo anche l’impiego dello zenzero, ideale anche per realizzare una tisana davvero efficace. Raccogliete tre fettine spesse di zenzero in un pentolino, aggiungete la buccia grattugiata del limone e 300 millilitri di acqua. Fate bollire per una decina minuti, quindi filtrare e dolcificare con un cucchiaino di miele prima di servire.

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