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Più sforzi per l’energia pulita ma nel 2020 dovremo importarla

Più sforzi per l’energia pulita ma nel 2020 dovremo importarla

Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha pubblicato da qualche giorno il piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili, che dovrebbero raggiungere il 17% del totale entro il 2020. Dopo la fase di consultazione, che durerà fino ad oggi 29 giugno, il programma italiano verrà inviato alla Commissione Europea che dovrà valutarlo. Appare subito evidente […]

Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha pubblicato da qualche giorno il piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili, che dovrebbero raggiungere il 17% del totale entro il 2020. Dopo la fase di consultazione, che durerà fino ad oggi 29 giugno, il programma italiano verrà inviato alla Commissione Europea che dovrà valutarlo.

Appare subito evidente che gli sforzi per il nostro paese saranno rilevanti ma è altrettanto chiaro che non saranno sufficienti a raggiungere l’obiettivo europeo, costringendoci ad importare energia pulita da altri paesi (circa 4 Mtep nel 2020 da paesi come Svizzera, Albania, Montenegro e Tunisia).

Parlando di numeri, l’Italia dovrebbe passare dai quasi 7 Mtep di energia verde del 2005 a oltre 22 Mtep nel 2020. Una maggiore efficienza energetica dovrebbe essere estesa a tutti i settori: il riscaldamento dovrà passare da 2 a 9,5 Mtep, i trasporti dallo zero attuale a 2,5 Mtep, l’elettrico da 4,8 a 9,1 Mtep.

Per raggiungere l’obiettivo fissato del 17% l’Italia deve per prima cosa definire le linee guida per le energie rinnovabili, attualmente delegate alle regioni. Questo darebbe un forte impulso alla diffusione del fotovoltaico, dell’eolico e del micro-eolico nonché delle biomasse. Per quanto riguarda i trasporti si potrebbero varare incentivi per le auto elettriche come stanno attualmente facendo gran parte dei paesi europei.

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