Pitturare di bianco per raffreddare il mondo

Pitturare di bianco per raffreddare il mondo

Pitturare i tetti di bianco delle 100 maggiori città del mondo avrebbe come effetto l’annullamento di 44 miliardi di tonnellate di gas serra. Questa è l’affermazione del fisico Hashem Akbari del prestigioso Lawrence Barkeley National Laboratory. Una cifra enorme, superiore alla quantità rilasciata nell’atmosfera da tutte le nazioni del mondo. La notizia, riportata dalla conferenza […]

Pitturare i tetti di bianco delle 100 maggiori città del mondo avrebbe come effetto l’annullamento di 44 miliardi di tonnellate di gas serra.

Questa è l’affermazione del fisico Hashem Akbari del prestigioso Lawrence Barkeley National Laboratory.

Una cifra enorme, superiore alla quantità rilasciata nell’atmosfera da tutte le nazioni del mondo. La notizia, riportata dalla conferenza californiana sui cambiamenti climatici, ha dell’incredibile se si riflette sulla banalità del rimedio proposto.

Il principio nasce dal fatto che le superfici chiare riflettenti hanno la capacità di respingere le radiazioni solari, un fenomeno ben conosciuto da secoli nei paesi caldi dove è consuetudine tinteggiare le abitazioni di bianco. Dalle continue notizie a dir poco allarmanti riguardo lo scioglimento continuo e costante dei ghiacci polari, l’applicazione di tale semplice, quanto scientifica, misura permetterebbe di abbassare notevolmente la temperatura globale.

Riguardo al fenomeno non tutti sono concordi sulla sua efficacia. Dalle pagine di Repubblica, che riporta un articolo sulla questione, Vincenzo Artale, scienziato dell’Enea, giudica esatto il principio ma troppo ottimistiche le previsioni. Gran parte delle radiazioni “respinte” dalle superfici riflettenti tornerebbero sula terra a causa dell’atmosfera resa più densa dagli agenti inquinanti, dalle nuvole e altri motivi ancora.

Pur considerando la tesi dell’esponente Enea, è comunque auspicabile la diffusione del bianco nelle facciate esterne delle case, quantomeno per ridurre i consumi energetici generati dai condizionatori e ridurre il fenomeno denominato “isola di calore“, ovvero la cappa di calore che opprime i grossi centri abitati.

Lo stato della California, dove la questione ambientale è piuttosto radicata, nell’ambito delle norme per l’efficienza energetica applicata all’edilizia ha già stabilito che, dal prossimo anno, tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere realizzati con materiali riflettenti.

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