Pioppi alberi mangia-plastica, le radici assorbono gli ftalati

Pioppi alberi mangia-plastica, le radici assorbono gli ftalati

Fonte immagine: David Mark via Pixabay

Secondo un team di ricercatori italiani i pioppi avrebbero una straordinaria capacità assorbente di ftalati, tra i maggiori inquinanti al mondo.

Al pioppo piace la plastica, al punto da assorbirli in una misura superiore rispetto ad altre specie viventi. È l’esito sorprendente di una ricerca, condotta da Francesca Vannucchi dell’Istituto di Scienze della vita della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e pubblicata sulla rivista Environmental Science and Pollution Research.

Al centro dell’analisi ci sono particolari elementi utilizzati nella produzione della plastica: gli ftalati. Impiegati nelle lavorazioni industriali per donare morbidezza e flessibilità al PVC e per la fabbricazione di svariati beni di consumo (dallo smalto per le unghie alle vernici, fino agli adesivi), gli ftalati sono tra le sostanze più inquinanti ritrovate negli ecosistemi di tutto il mondo a causa dell’elevatissima volatilità.

Sono state riscontrate tracce di questo micro-inquinante perfino nelle zone più incontaminate del Pianeta, come le cime dell’Himalaya oppure nelle più remote isole dell’Oceano Pacifico. Secondo una ricerca condotta da un team di ricercatori tedeschi questi composti nel lungo periodo alterano il funzionamento di diversi ambienti naturali a causa degli effetti ormonali.

Un problema massivo che potrebbe essere risolto, stando agli studi condotti dall’università toscana, dalle radici del pioppo, che assorbono e immagazzinano questo inquinante anche in grande quantità. Una vera e propria peculiarità di questa specie vegetale, che nelle analisi sperimentali ha sempre mostrato una notevolissima tolleranza alle contaminazioni da ftalati. Molti aspetti, come i processi naturali di smaltimento e riutilizzo di questi inquinanti all’interno dei tessuti vegetali dell’arbusto, sono ancora oggetto di approfondimenti da parte del team scientifico.

Fonte: ResearchGate

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