Piogge violente? È colpa dell’uomo

Piogge violente? È colpa dell’uomo

Ricercatori avrebbero dimostrato che l'aumento di fenomeni di precipitazioni violente è legato all'incremento globale di temperatura causato dall'attività umana

La rivista Nature parla di “fattore umano”: sarebbe propriola nostra influenza ad aver innalzato di alcuni gradi la temperatura media globale, sconvolgendo il nostro clima. E non si tratta, certo, di una questione riducibile ad un “non ci sono più le mezze stagioni”.

Al di là dell’innalzamento del mare, quello che gli studiosi hanno messo in luce è l’incremento generale delle piogge, con un aumento parallelo di episodi di precipitazioni “violente”. Di questo ne sono poi ben consapevoli le compagnie d’assicurazione che ogni anno, a causa dei danni “da pioggia”, subiscono costi in crescita continua e vertiginosa. E le previsioni per il futuro non sono certo delle migliori:

Il nostro studio è la prima conferma che l’aumento dell’intensità delle precipitazioni è legato al riscaldamento dell’atmosfera. Anzi, può darsi che abbiamo sottostimato l’andamento, e che in futuro dovremmo aspettarci eventi ancora più violenti.

Dalle inondazioni in Pakistan a quelle in Galles, fino ai danni dell’anno scorso lungo il Danubio e da noi a Massa, tutti questi fenomeni improvvisi e violenti sarebbero direttamente conseguenza del cambiamento climatico.

In Italia, Giampiero Maracchi, direttore generale del Istituto di biometeorologia del Cnr, conferma la triste diagnosi:

Vediamo fenomeni molto intensi dall’inizio degli anni ’90. Prima di allora, consideravamo pesante una pioggia da 40-60 millimetri al giorno. Oggi arriviamo anche a 250, come è avvenuto recentemente in Umbria. A Massa sono piovuti 230 millimetri in una mattinata e l’esondazione del Bacchiglione a novembre è stata causata da un regime di 200 millimetri che si è protratto per molti giorni.

Insomma, senza fare dei catastrofismi, la situazione del nostro pianeta si conferma poco rosea, climaticamente parlando. L’augurio è che questi moniti non rimangano inascoltati: senza i gas serra, si calcola che ognuno dei disastri suddetti avrebbe avuto, per lo meno, un 20% di possibilità in meno di capitare. Ed è la vita delle persone quella in gioco, come sempre.

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