Pianta di liquirizia: varietà, coltivazione, usi

Pianta di liquirizia: varietà, coltivazione, usi

Fonte immagine: weisscr via iStock

La liquirizia vanta proprietà benefiche e viene usata spesso in cucina o come rimedio naturale: consigli per coltivarla in orto o in vaso.

Nota soprattutto per le sue proprietà aromatiche, la liquirizia è una pianta erbacea perenne che appartiene alla famiglia delle Fabacee. Può raggiungere dimensioni notevoli, fino a due metri di altezza, cresce velocemente ma le radici hanno uno sviluppo più lento e le sue foglie sono caduche e appuntite, in grado di emanare una fragranza molto intensa al solo sfregamento. Può sviluppare anche fiori chiari, bianchi e azzurri, che fanno la loro comparsa solitamente in estate. La Glycyrrhiza glabra – nome scientifico della liquirizia – necessita di un clima caldo e asciutto e può essere coltivata anche in vaso purché si scelga molto capiente in modo da non limitare la crescita della pianta. Il nome liquirizia si deve all’unione tra due parole greche, glykys e rhiza, che rispettivamente significano dolce e radice.

Varietà di liquirizia

Liquirizia bastoncini

La liquirizia vanta un cospicuo numero di specie, in particolare è possibile individuare alcune varietà principali della Glycyrrhiza glabra:

  • Glycyrrhiza glabra L. var. typica, chiamata comunemente liquirizia di Spagna e caratterizzata da un elevato contenuto di glicirrizina, considerata di qualità elevata proprio grazie alla presenza notevole di questo principio attivo utile per il controllo della pressione e la cura di alcuni disturbi gastrici, come ulcere e gastriti;
  • Glycyrrhizha glabra L. var. glandulifera, detta liquirizia di Russia ed è diffusa soprattutto nell’ Europa orientale;
  • Glycyrrhiza glabra L. var. violacea, chiamata liquirizia turca o persiana e caratterizzata da radici di diametro notevole;
  • Glycyrrhiza echinata L., chiamata anche liquirizia ungherese;
  • Glycyrrhiza uralensis Fish., detta liquirizia cinese e utilizzata soprattutto nella medicina orientale.

Coltivazione

La liquirizia viene coltivata al fine di estrarre la radice, utilizzata anche per ricavarne un estratto molto usato in cucina. Necessita di luce solare e di un terreno ricco ma ben drenato. È possibile piantare la liquirizia a terra, collocando i semi prima in vaschette e poi sul terreno dopo la germinazione sistemandoli a circa un centimetro di profondità. Le piantine dovrebbero essere tenute a una distanza di circa 60 centimetri l’una dall’altra. È anche possibile coltivare la liquirizia in vaso, sul balcone, purché come accennato si scelgano vari capienti e pesanti per far spazio alla crescita delle radici. La radice è molto carnosa ma ha una crescita molto lenta, infatti prima di poter effettuare la prima raccolta è necessario attendere fino a due anni: per accelerare il processo è utile tenere il terreno sempre umido e concimare regolarmente.

Come usare la liquirizia

È importante raccogliere le radici alla fine dell’estate quando inizia la fase vegetativa, facendole poi essiccare per essere poi utilizzate in cucina sia per scopi alimentari sia terapici. I bastoncini possono essere consumati così al naturale oppure adoperati per preparare infusi caldi, un toccasana sia per curare la tosse sia per lenire il mal di gola. Sortisce il medesimo effetto anche masticare un bastoncino di radice, che si rivela anche un rimedio naturale efficace in caso di infiammazioni alle gengive e al cavo orale grazie alle sue virtù antibatteriche. La liquirizia vanta anche una leggera azione lassativa, ma è grazie alla presenza di glicirizzina che derivano alcune note proprietà benefiche utili in caso di pressione bassa.

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