Piano Nazionale Energia e Clima: presentato il testo definitivo

Piano Nazionale Energia e Clima: presentato il testo definitivo

Pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico il testo definitivo del Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima, critico il WWF.

Pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. Redatto in accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il documento traccia il percorso italiano verso il Green New Deal (come da Legge di Bilancio 2020) e l’attuazione del Decreto Clima.

Nel PNIEC sono stabiliti gli obiettivi italiani, da raggiungere entro il 2030, in materia di energie rinnovabili, efficienza energetica, taglio alle emissioni di CO2, sviluppo sostenibile, sicurezza energetica, mobilità sostenibile e mercato unico dell’energia. Nel documento anche gli orizzonti relativi a interconnessioni e competitività nel settore energia. Per ciascuna area sono state indicate le mosse da attuare per centrare il risultato. Ha dichiarato Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico:

L’obiettivo dell’Italia è quello di contribuire in maniera decisiva alla realizzazione di un importante cambiamento nella politica energetica e ambientale dell’Unione europea, attraverso l’individuazione di misure condivise che siano in grado di accompagnare anche la transizione in atto nel mondo produttivo verso il Green New Deal.

Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima redatto in base alle indicazioni fornite dalla precedente legislatura UE (Regolamento UE 2018/1999). A sottolinearlo è Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente, che assicura obiettivi più ambiziosi una volta che verranno rese note le nuove direttive comunitarie:

Adesso la presidente Von der Leyen ha chiaramente cambiato la prospettiva; ne siamo coscienti. Ci aspettiamo nuovi compiti a casa in tutta l’Unione Europea. Il Piano vive in funzione degli obiettivi prefissati nella legislatura passata. Nel momento in cui cambierà la declinazione europea e ci darà un target più alto, cosa ormai evidente, noi rigenereremo il PNIEC e alzeremo l’ambizione. Oggi però ragioniamo su quello che abbiamo. Siamo quindi in evoluzione.

Critiche sono arrivate da diverse associazioni ambientaliste. Tra queste il WWF, che ha espresso diversi dubbi relativamente alle misure adottate per carbone, “phase out” e interconnessione elettrica:

Il phase out del carbone, ad esempio, risulta confermato al 2025 ma, da quanto si legge, sarebbe subordinato alla realizzazione di una serie di impianti e infrastrutture come se queste fossero indipendenti dalle policy. Per esempio, il conseguimento di target ambiziosi sulle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) dipendono dalle politiche che si decidono di mettere in campo. La sensazione è quella che si stiano mettendo le mani avanti rispetto all’unico obiettivo politico realmente innovativo affermato sin dalla Strategia Energetica Nazionale, ma non siano stati predisposti adeguati strumenti per far si che le FER diventino l’asse strategico del nuovo sistema energetico.

Sulla Sardegna si afferma che è in corso di valutazione una nuova interconnessione elettrica per facilitare il phase out, ma non si ha il coraggio di porre un netto argine alle mire espansive del gas (es. la dorsale). In realtà il documento, così come il PNIEC e prima ancora la SEN, sembra proprio puntare a metanizzare la Sardegna, anche per mantenere in piedi una serie di industrie che nei fatti risultano già fallite da anni.

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