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PFAS negli imballaggi dei fast food: cibi a rischio secondo studio USA

PFAS negli imballaggi dei fast food: cibi a rischio secondo studio USA

Cibo dei fast food a rischio PFAS a causa degli imballaggi, a rivelarlo uno studio USA della Harvard University.

Cibo del fast food a rischio PFAS. A lanciare l’allarme sono i ricercatori della Harvard University, secondo i quali gli imballaggi utilizzati per contenere panini e altri prodotti trasferirebbero agli alimenti i composti nocivi, minacciando di conseguenza la salute di chi li consuma. Analizzati oltre 400 campioni, prelevati presso 27 differenti punti vendita.

Nel 30% dei campioni sono stati rinvenuti dai ricercatori composti PFAS (perfluorurati e polifluorurati). Le maggiori concentrazioni sono risultate nella carta utilizzata per avvolgere gli alimenti. A preoccupare sono anche le conclusioni tratte da diversi precedenti studi, che hanno confermato il passaggio di tali sostanze nocive dalle confezioni al cibo e quindi al corpo umano.

Come ricordato dagli studiosi si tratta di interferenti endocrini e sostanze ritenute tra le cause di tumori ai reni e alla prostata. Non a caso due delle maggiori catene della GDO statunitense (Whole Foods Market e Trader Joe’s) hanno annunciato l’eliminazione dei PFAS da alcune confezioni per alimenti.

Il problema PFAS è particolarmente sentito in Veneto, dove lo scorso gennaio è stato emanato dal presidente della Regione Luca Zaia un divieto di consumo per il pesce proveniente da 30 Comuni dell’Area Rossa delle Province di Verona, Vicenza e Padova. Il provvedimento sarà in vigore fino al 30 giugno 2019. Per quanto riguarda invece le falde acquifere delle restanti aree venete i dati sembrano procedere verso un leggero miglioramento.

Fonte: Test - Il Salvagente

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