Petrolio offshore in Sicilia inutile e dannoso per Greenpeace

Petrolio offshore in Sicilia inutile e dannoso per Greenpeace

Prosegue il tour anti-trivellezioni di Greenpeace lungo le coste siciliane. Giorgia Monti, responsabile campagna mare dell'associazione, risponde alle nostre domande.

Tra le tappe del “No trivelle tour” che Greenpeace Italia sta portando avanti in questi giorni lungo le coste siciliane, sabato mattina, c’è stata quella di Scoglitti, frazione balneare di Vittoria in provincia di Ragusa. Qui Alessandro Giannì, direttore delle Campagne, e Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace, hanno chiesto e ottenuto dal sindaco di Vittoria, Peppe Nicosia, di firmare l’appello contro le trivellazioni offshore nel Canale di Sicilia.

Trivellazioni che potrebbero presto ripartire in grande, grazie alla recente sanatoria mascherata del Governo Monti, voluta in particolare dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera.

A margine dell’iniziativa Giorgia Monti ha risposto a qualche domanda sull’attuale politica italiana in fatto di idrocarburi in mare e, soprattutto, sulla recente uscita del commissario europeo all’Energia Gunther Oettinger che ha chiesto all’UE di avere più coraggio nell’autorizzare le estrazioni di petrolio e gas in mare, come anche le sabbie bituminose e lo shale gas. Cosa risponde Giorgia Monti di Greenpeace a “questa Europa”?

A questa Europa rispondo che questo non è assolutamente il futuro. Il petrolio che potremmo estrarre dal nostro mare non servirebbe assolutamente a soddisfare il nostro fabbisogno, metterebbe a rischio le nostre ricchezze e soprattutto indirizzerebbe sul petrolio quei soldi che ci servono per andare verso le energie pulite, per migliorare l’efficienza energetica e quindi per garantire un futuro al nostro pianeta che stiamo in questo momento distruggendo.

Investire nel petrolio vuol dire veramente negare un futuro alle comunità che vivono nel Canale di Sicilia e a tutti noi.

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