Petrolio alle Tremiti, Nicastro: Clini autorizza le trivelle

Petrolio alle Tremiti, Nicastro: Clini autorizza le trivelle

Contro tutto e tutti Corrado Clini firma il decreto che permette a Petroceltic di cercare petrolio e gas a 13 miglia dalle Tremiti.

Il Governo Monti sempre più vicino agli interessi dei petrolieri. L’ultima brutta notizia proveniente dall’esecutivo più vicino alle lobby dell’oro nero degli ultimi dieci anni è l’ok del ministro dell’Ambiente Corrado Clini all’istanza di ricerca di idrocarburi in mare d 494 B.R-.EL, avanzata da Petroceltic, che ha un perimetro molto vicino alle isole Tremiti.

Occorre innanzitutto precisare che Petroceltic non è autorizzata a trivellare il fondo del mare adriatico. O almeno non ancora: al momento può solo sparare aria compressa dalle navi con gli air gun e registrare l’eco sismico del sottosuolo. Approvare una prospezione sismica in mare, però, di solito equivale a promettere la concessione a trivellare successivamente, se dalle prospezioni spunta che c’è petrolio o gas nel sottosuolo.

La zona in questione, tra l’altro, è abbondantemente frequentata dalle trivelle che hanno libertà di azione in una grande area dell’Adriatico abruzzese. Ad esempio, oltre a Petroceltic, da quelle parti ha concessioni anche ENI. La d 494 B.R-.EL, poi, non è neanche contestabile ai sensi dell’ex decreto Prestigiacomo né della recente sanatoria Passera poiché è a 13 miglia marine dall’area protetta delle Tremiti. Una in più di quanto preveda la legge.

Ciò non vuol dire che il progetto di Petroceltic non sia stato osteggiato dagli ambientalisti. Legambiente, ad esempio, ha fatto ricorso al Tar dell’Abruzzo per bloccare l’istanza e hanno detto no anche anche alcune amministrazioni locali. Non quella abruzzese, che spera nelle future royalties, ma quella regionale Pugliese guidata da Vendola. Che non ci prenderebbe una lira dal petrolio in mare abruzzese ma si vedrebbe spuntare le trivelle nel mare di fronte la provincia di Foggia.

Il Ministero dell’Ambiente guidato da Clini, però, di ambiente si occupa sempre molto poco e si è fatto convincere facilmente dai colleghi del Ministero dello Sviluppo economico di Passera sul fatto che per far crescere il Pil bisogna aumentare le trivellazioni. Furioso l’assessore regionale pugliese all’Ambiente Lorenzo Nicastro, che ha dichiarato:

Riteniamo che si tratti di una offesa alla dignità della nostra Regione e degli altri enti locali che si erano espressi negativamente rispetto alla prospettiva di vedere il nostro mare violentato dalla corsa all’oro nero. È una ulteriore conferma della sensazione di marginalizzazione della Puglia. Speravamo che questo atteggiamento, in considerazione dell’attenzione e della collaborazione avviate sulla vicenda Taranto, fosse ormai consegnato al passato. Ma evidentemente non è così.

Il riferimento di Nicastro è alla vicenda dell’Ilva. L’assessore, però, non si arrende e annuncia battaglia:

Fin da ora dico che non ci daremo per vinti e che oltre a ricorrere in tutte le sedi giurisdizionali, proseguiremo con le modalità civili proprie dei pugliesi a manifestare il nostro dissenso e la nostra protesta nella battaglia per affermare il diritto della Puglia a progettare un futuro diverso rispetto a quello che altri pensano di disegnare. Invito i pugliesi tutti, oltre che i rappresentanti delle istituzioni e coloro che siedono in parlamento eletti nella nostra regione, ad aiutarci a sostenere questa battaglia.

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