Pesticidi: glifosato non è cancerogeno secondo OMS e FAO

Pesticidi: glifosato non è cancerogeno secondo OMS e FAO

Fonte immagine: Pixabay

Uno studio condotto dall'OMS e dalla FAO sostiene che l'esposizione al glifosato tramite la dieta non causerebbe il cancro.

L’esposizione al glifosato tramite la dieta non espone i consumatori al rischio di cancro, anche quando la soglia sfiora i 2 mg per chilo di peso corporeo. A sostenerlo è un’analisi condotta dalla FAO in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo gli esperti è improbabile che il glifosato sia un agente cancerogeno umano. La ricerca ha inoltre escluso un collegamento tra l’esposizione all’erbicida e l’insorgenza del linfoma non Hodgkin.

Il verdetto sul glifosato, ingrediente principale dell’erbicida Roundup prodotto dalla multinazionale Monsanto, è arrivato dal Joint Meeting on Pesticide Residues, un panel di esperti dell’ONU e della FAO chiamato a indagare sugli effetti dei residui dei pesticidi nell’organismo. I risultati dello studio sono stati diffusi a pochi giorni dal voto dell’UE sull’estensione della licenza per il glifosato.

La ricerca è giunta a conclusioni opposte rispetto a uno studio realizzato dalla stessa OMS lo scorso anno, che bollava come “probabilmente cancerogeno” il glifosato. La FAO si è affrettata a precisare che benché la nuova analisi sia più completa e accurata rispetto alla precedente, non bisogna considerare il capitolo chiuso. Lo studio non rappresenta l’ultima parola sui rischi del glifosato per la salute pubblica:

Queste conclusioni si riferiscono all’esposizione al glifosato tramite la dieta. I rischi corsi dai lavoratori esposti in modo massiccio alla sostanza restano ancora poco chiari.

Diversi Paesi europei si sono detti contrari al rinnovo della licenza per il glifosato. L’UE ha accolto solo parzialmente i timori di alcuni Stati membri, rimettendo in discussione la durata della licenza, abbassata da 15 a 9 anni. Gli ambientalisti europei lamentano gravi danni alla biodiversità dall’uso del potente erbicida nelle coltivazioni.

Anche se il glifosato non espone i consumatori a un rischio maggiore di cancro è dimostrato che causi danni alle api, alle farfalle e ai lombrichi e comprometta la qualità del suolo. Greenpeace insinua inoltre che il panel di esperti JMPR non sia un organo del tutto indipendente.

L’industria dei pesticidi dal suo canto si è detta sconcertata dal diverso trattamento riservato al glifosato rispetto ad altri pesticidi, il cui iter autorizzativo è decisamente più rapido e meno polemico.

La European Crop Protection Association ha sottolineato che i risultati dello studio della FAO e dell’OMS confermano le conclusioni a cui è giunta da tempo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. L’ONU e la FAO hanno escluso la cancerogenicità di altri due pesticidi: il diazinone, impiegato contro la zanzara tigre, e il malatione.

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