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Peste bubbonica dalle marmotte: la Russia ne vieta la caccia

Peste bubbonica dalle marmotte: la Russia ne vieta la caccia

Fonte immagine: Pixabay

I casi di peste bubbonica apparsi in Mongolia derivano dal consumo di interiora crude di marmotta: la Russia ne vieta la caccia a scopo preventivo.

I casi di peste bubbonica apparsi in Mongolia, probabilmente dovuti al consumo di carne cruda di marmotta, preoccupano il mondo. E così la vicina Russia decide di vietarne la caccia, per evitare che l’infezione si diffonda ulteriormente. Sono queste le nuove disposizioni volute dalle autorità di Mosca, con un dispiegamento di forze senza pari lungo il confine dell’Altai.

I primi contagi sono stati segnalati in Mongolia già alla fine di giugno, in particolare nella città di Bayannur. Un uomo è risultato positivo alla peste bubbonica e, per questa ragione, le autorità ne hanno disposto l’immediato isolamento. Altre 146 persone sono state sottoposte a quarantena preventiva, a scopo precauzionale, per aver avuto contatti con il malato.

Peste e marmotte

Le prime indagini condotte sul caso indicherebbero nella marmotta il veicolo per il contagio. Questo poiché già lo scorso anno si erano registrati episodi analoghi, in particolare nella provincia del Bajan-Ôlgij. Qui una coppia di futuri genitori, di circa 38 anni, aveva riportato sintomi da peste bubbonica dopo aver consumato interiora crude del roditore. Una pratica, quest’ultima, abbastanza diffusa in alcune regioni della Mongolia, poiché considerata benefica per la salute dalla medicina tradizionale.

Per evitare che la peste si diffonda anche in Russia, le autorità hanno disposto l’immediato divieto alla caccia. Così come riferisce il Sole 24 Ore, nell’area dell’Altai sono stati avviati dei pattugliamenti per evitare che i cacciatori catturino questi animali, considerati a rischio. La zona si trova al confine con il Kazakistan, la Cina e proprio la Mongolia, dove oggi è sorto il focolaio della preoccupante peste bubbonica. Una malattia oggi curabile, rispetto alla “peste nera” Medioevale, se trattata sin dai primissimi sintomi.

È doveroso segnalare, inoltre, come al momento non si rilevino altri casi al di fuori del focolaio in Mongolia, per una situazione che appare sotto controllo.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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