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Pesce radioattivo nelle acque di Fukushima, livelli di cesio elevati

Pesce radioattivo nelle acque di Fukushima, livelli di cesio elevati

Pesci d'acqua dolce e di mare radioattivi nella prefettura di Fukushima. Le ultime analisi indicano valori anche di 2.600 Bq, 100 il limite per il consumo.

Ancora allerta per i livelli di radioattività nei fiumi e nei mari di Fukushima. Nella prefettura dove l’11 marzo 2011 il violento tsunami provocò gravi danni agli impianti nucleari presenti, le analisi condotte sui pesci presenti ha fornito dati preoccupanti agli ispettori del Ministero dell’Ambiente del Giappone. Alti i livelli di cesio nelle acque, mentre le radiazioni nel pescato sono oltre il massimo stabilito dalla legge per il consumo sicuro.

Il pesce risultato maggiormente a rischio è stato quello d’acqua dolce, i cui livelli di radioattività (o più correttamente detta “attività di un radionuclide”) hanno raggiunto il massimo di 2.600 becquerel (Bq) per kg nei pressi la città di Minamisoma. Molto inferiore il picco registrato nei pesci di mare nel distretto di Fukushima, con “appena” 260 Bq/kg. Attualmente il limite di radiazioni stabilito dal Giappone per il consumo di pescato è di 100 Bq per kg.

I campionamenti sono stati condotti su fiumi e laghi della prefettura di Fukushima e su 8 punti in mare aperto. Secondo il Ministero dell’Ambiente una possibile spiegazione del divario così ampio nel dato sul residuo di cesio potrebbe essere ricondotto alla capacità dei pesci marini di smaltimento del sale dal proprio corpo.

Il Ministero ha assicurato che continuerà a monitorare la situazione e i livelli di cesio nei pesci della prefettura, anche per verificare l’effettiva capacità e velocità di smaltimento dei residui radioattivi. Una questione che però non può al momento che alimentare l’onda di protesta contro la riaccensione del reattore numero 3 di Oi.

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