Pesce illegale: sgominata organizzazione europea, tredici arresti

Pesce illegale: sgominata organizzazione europea, tredici arresti

Diverse polizie europee hanno sgominato un'organizzazione a delinquere, sospettata di vendita e distribuizione di pesce pescato in aree inquinate.

Diverse forze di polizia europee, tra cui la nostra Guardia di Finanza, hanno sgominato una presunta organizzazione criminale specializzata nel vendere pesce pescato in zone proibite, a causa del forte inquinamento, e con tecniche illegali.

Il sodalizio, composto principalmente da ex pescatori, aveva messo a punto un sistema articolato di rifornimento della materia prima, alla distribuzione, fino alla vendita. I prodotti ittici venivano pescati in aree remote del fiume Ebro e dai bacini di Saragozza ed Huesca in Spagna, conservati secondo tecniche poco igieniche e illegali, per poi essere rivenduti da società rumene prive di autorizzazioni e di abilitazione alla distribuzione alimentare. Tra i mercati principali sono annoverati quelli di Spagna, Italia, Ungheria, Portogallo, Francia e Romania.

Il sistema era consentito da un fitto sistema di fatturazioni false, documenti e certificazioni contraffatte, che permettevano di falsificare la filiera del prodotto, alterandone la dichiarazione di provenienza, il valore di mercato e la commercializzazione nella GDO.

Le società coinvolte, principalmente rumene, ottenevano permessi di pesca e codici per le operazioni, ma non erano dotate delle più elementari autorizzazioni sanitarie per la vendita e la distribuzione di prodotti alimentari.

L’inchiesta, coordinata dalla Agenzia Europea Eurojust, ha portato all’arresto di tredici persone, il sequestro di undici imbarcazioni. Oltre trenta tonnellate di pesce sono state ritirate, per un valore totale di oltre 100mila euro.

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