Pesce con Pfas: vietato il consumo in 30 Comuni veneti

Pesce con Pfas: vietato il consumo in 30 Comuni veneti

Fonte immagine: Unsplash

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha firmato una direttiva in cui vieta di consumare il pesce pescato in 30 Comuni del territorio a causa dei Pfas.

Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha firmato un decreto per vietare il consumo di pesce contaminato da Pfas (acidi perfluoroacrilici) nell’ottica delle misure adottate per limitarne i danni. Il provvedimento della Regione Veneto riguarda il pesce proveniente da 30 Comuni dell’Area Rossa delle Province di Verona, Vicenza e Padova. Un precedente divieto della durata di un anno era stato emesso il 12 novembre 2017 e riguardava i 21 comuni più colpiti dal Pfas.

Questi composti hanno inquinato le falde acquifere di una sessantina di Comuni del Veneto e sono entrate nella catena alimentare, probabilmente a causa degli scarichi della fabbrica Miteni, che poche settimane fa ha dichiarato fallimento e cessato le attività.

La presenza di Pfas nei fiumi di Padova Vicenza e Verona mostra in realtà le pecore nere di una situazione generalmente migliorata perché nei territori veneti monitorati si è riscontrata una consistente diminuzione delle sostanze inquinanti (rispetto il 2014). Questo grazie alla tecnologia adottata e al funzionamento ottimale dei sistemi idro–potabili anche per il trattamento delle acque destinato ai consumi. 
La Regione del Veneto ha motivato così l’ordinanza, che avrà valore fino al 30 giugno 2019:

La situazione complessivamente intesa è oggetto, da tempo, di studio e approfondimento da parte dell’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e di altre Agenzie nazionali. L’Autorità ha fornito ulteriori aggiornamenti ed elementi di valutazione i merito all’inquinamento da perfluoroalchilici.

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