Pescatori salvano orca assassina dalla morte certa

Pescatori salvano orca assassina dalla morte certa

Un gruppo di tre pescatori ha salvato un'orca assassina dalla morte certa: il cetaceo si è incagliato fra le rocce di una costa dell'Alaska.

Se non fosse stato per un gruppo di pescatori, un’orca assassina sarebbe deceduta sulle coste dell’Alaska. È quanto si apprende da un video pubblicato su YouTube, ripreso poi dalle maggiori testate internazionali, con protagonisti tre uomini e uno dei più grandi cetacei del mare.

Jason Vonick, Nick Segal e John Oakes – un gruppo di pescatori di Ketchikan, in Alaska – stavano preparando la loro imbarcazione, pronti per inaugurare la stagione di raccolta dei gamberetti. Durante la navigazione, però, hanno notato un gruppo di orche assassine intente a cacciare delle povere foche sulle rocce dell’insenatura di Klakas, ma qualcosa di strano caratterizzava il loro comportamento. Avvicinati gli esemplari, il trio ha scoperto un cetaceo incagliato sul fondale e impossibilitato a muoversi, circondato dalle altre preoccupate orche.

Senza farsi prendere dal panico – non è raro che simili cetacei possano ferire gli uomini – i pescatori hanno raggiunto l’orca e hanno iniziato a idratarne il corpo, considerato come l’animale fosse nelle basse acque e gran parte del fisico emergesse in superficie. Nonostante 4 ore di tentativi per liberare l’esemplare lungo 5 metri, la bassa marea non ha permesso di spostare l’orca nemmeno di un millimetro. Rimaneva però poco tempo per agire, l’animale aveva già iniziato a perdere i sensi, così i pescatori si sono decisi a giocare il tutto per tutto: dopo aver infilato un remo sotto il suo addome, tirando con tutta la forza a loro disposizione sono riusciti finalmente a liberare il cetaceo.

Le altre orche presenti non sono mai intervenute né hanno cercato di attaccare i pescatori, come se avessero percepito i tre uomini fossero l’unica speranza per la loro compagna. E nemmeno l’esemplare arenato si è mai dimostrato innervosito dagli interventi subiti, così come i protagonisti svelano alla redazione di Good Morning America:

Non ci ha mai aggredito. È rimasta docile e calma per tutto il tempo, lasciandoci fare quel che era necessario fare. E quando abbiamo smesso di accarezzarla, ha urlato affinché rincominciassimo.

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