Pesca: allarme sovrasfruttamento nel Mediterraneo

Pesca: allarme sovrasfruttamento nel Mediterraneo

I tassi di sovrasfruttamento della pesca nel Mediterraneo sono tra i più alti al mondo.

Gli stock ittici del Mediterraneo sono vicini al collasso a causa di una pesca eccessiva e sregolata. A lanciare l’allarme sul sovrasfruttamento delle risorse dei nostri mari è Maria Damanaki, Commissaria europea alla pesca. La Damanaki ha espresso la sua più profonda preoccupazione per la sorte del Mediterraneo e il suo ricco patrimonio di biodiversità alla luce dei dati pubblicati dagli scienziati negli ultimi anni. Diversi studi effettuati di recente concordano infatti sul fatto che il Mediterraneo sia eccessivamente sfruttato.

Le cifre pubblicata nel report diffuso oggi dalla Commissione Europea sono allarmanti:

Per il Mediterraneo c’è uno sovrasfruttamento del 96% degli stock ittici di acque profonde, mentre per le specie pelagiche come sardine e acciughe lo sfruttamento eccede di almeno il 71%.

Il Mediterraneo detiene la maglia nera per la pesca eccessiva. Il Mar Baltico e il Mare del Nord riportano risultati più confortanti. Negli ultimi anni in queste acque si è infatti passati da uno sfruttamento dell’86% a un tasso del 41%. Il Mediterraneo paga invece la mancanza di strategie per la riduzione dell’impatto della pesca sugli stock ittici. Come fa notare la Damanaki, non intervenire potrebbe avere effetti devastanti sulla fauna marina e sulle economie costiere fondate sulla pesca:

Per il Mediterraneo intravedo una battaglia di lungo percorso e degli sforzi considerevoli. Dobbiamo accumulare i dati scientifici e adottare dei piani di pesca regionali per portare le attività di pesca a dei livelli sostenibili. Se non agiamo ora perderemo l’enorme potenziale di queste risorse per le generazioni future.

In passato gli interventi per alleggerire la pressione su alcune specie marine hanno dato buoni frutti. Basti pensare al tonno rosso, oggi in crescita, dopo anni di declino. Il prossimo 14 luglio si decideranno i piani di pesca per il 2015. L’Italia, al suo semestre di presidenza europeo, giocherà un ruolo importante nell’approvazione di un programma di pesca sostenibile a medio e lungo termine.

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