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Pericolo prodotti chimici illegali in Europa: i numeri dell’EEA

Pericolo prodotti chimici illegali in Europa: i numeri dell’EEA

Fonte immagine: iStock

L'European Enviromental Agency (EEA) denuncia: oltre 650 aziende chimiche in UE non rispettano il regolamento REACH sulla sicurezza.

Novecentoquaranta prodotti sospetti, circa 640 compagnie chimiche, diffuse su tutti i 28 paesi dell’Unione Europea. Sono i numeri, allarmanti, che emergono da un’inchiesta dell’ECHA (European Chemical Agency) partita nel 2014, relativa alla conformità al regolamento comunitario REACH sui prodotti chimici distribuiti in Europa.

Il REACH, istituito nel 2006, è uno dei più efficaci e innovativi regolamenti al mondo relativi alla valutazione dei rischi connessi alla produzione di prodotti e sostanze chimiche. Un protocollo che si è tuttavia rivelato inutile nel contrastare i rischi alla salute dei consumatori: tra i maggiori settori trasgressori si annoverano quello cosmetico, alimentare, farmaceutico, plastiche.

Tra le sostanze sotto osservazione dell’inchiesta, spuntano il Dibutilftalato, un plastificante utilizzato nella produzione di mobili, pavimenti, scarpe e giocattoli, l’Acetato di Metile, un solvente utilizzato nella produzione di adesivi e cosmetici e la Trielina, un solvente già noto per i suoi effetti disastrosi sull’uomo. Tra i rischi per la salute, si annoverano quelli cancerogeni, neurologici e per la fertilità.

Una denuncia, sollevata dall’agenzia ambientale tedesca BUND e dall’EEB (European Enviromental Bureau), che rischia di avere effetti economici e mediatici di larghissima portata.

“Le compagnie chimiche hanno trasgredito i regolamenti europei REACH per anni, producendo sostanze che provocano numerosi problemi alla salute”, spiega Manuel Fernandez, responsabile Chimica di BUND, “In quanto consumatori, siamo all’oscuro su questi aspetti cruciali, non sapendo quali prodotti siano più o meno sicuri nella vita di tutti i giorni. L’UE dovrà dare una risposta precisa alla questione, nei prossimi anni.”

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