• GreenStyle
  • Pets
  • Penka, la mucca che ha rischiato di morire entrando in UE

Penka, la mucca che ha rischiato di morire entrando in UE

Penka, la mucca che ha rischiato di morire entrando in UE

Penka è una mucca bulgara che, dopo aver attraversato il confine serbo, ha rischiato di morire: ecco cosa ha rischiato il bovino in Europa.

Ha oltrepassato per sbaglio il confine serbo e, nel tentativo di tornare presso la sua casa in Bulgaria, è stata bloccata alla frontiera. È questa la singolare storia che ha coinvolto una mucca negli ultimi giorni, finita al centro della burocrazia dell’Unione Europea. Un esemplare che ha rischiato addirittura la macellazione, fortunatamente evitata grazie anche alla mobilitazione dei social network.

La protagonista di questa vicenda è Penka, una mucca da latte incinta, solita pascolare presso un piccolo paesino bulgaro, a pochi chilometri dal confine con la Serbia. Forse attirato dalla gustosa erbetta dei prati estivi, il bovino si è però allontanato più del dovuto dalla sua fattoria, superando il confine e uscendo così dall’area comunitaria.

Nel tentativo di ritornare presso i suoi luoghi, la mucca è stata però fermata alla frontiera e, non disponendo della documentazione necessaria per entrare nell’Unione Europea, è stata bloccata e messa in quarantena. Dopo il ritrovamento del bovino, infatti, le autorità hanno chiamato il proprietario – Ivan Haralmpyev – il quale non è però inizialmente riuscito a riportare l’animale in Bulgaria. Di fronte alla possibilità di soppressione dell’animale, però, i social network si sono mossi compatti e il caso è addirittura finito al Parlamento Europeo. Molte anche le celebrità che si sono espresse sulla questione, tra cui l’ex Beatle Paul McCartney.

Fortunatamente, Penka non verrà soppressa: poche ore fa, infatti, le autorità per la sicurezza alimentare bulgare hanno concesso al bovino la possibilità di rientrare nel Paese, dopo aver eseguito alcuni test di laboratorio. Tutti gli esami si sono rivelati ottimi, la mucca è quindi perfettamente sana, e non rappresenta per questo una minaccia per i cittadini dell’Unione Europea. Grande soddisfazione è stata espressa dalle associazioni animaliste, così come dai numerosi utenti dei social network.

Seguici anche sui canali social