Pendolaria 2019: le 10 linee ferroviarie peggiori secondo Legambiente

Pendolaria 2019: le 10 linee ferroviarie peggiori secondo Legambiente

Pubblicato da Legambiente il rapporto Pendolaria 2019: ecco le 10 linee ferroviarie peggiori d'Italia.

L’ex Circumvesuviana e linee ferroviarie locali del Lazio ancora una volta in vetta alla classifica delle peggiori tratte d’Italia. A stabilirlo il rapporto Pendolaria 2019, redatto da Legambiente, che traccia il bilancio dei collegamenti su rotaia nel Bel Paese. Qualità e quantità, anche in relazione a tempi di attesa, disagi per i viaggiatori e tempi di percorrenza.

Allungamento dei tempi di percorrenza e conseguente abbandono del trasporto ferroviario sono le conseguenze di linee con minori treni circolanti e continue cancellazioni. Un processo che porta molti a preferire l’utilizzo di auto o pullman. Di seguito l’elenco completo delle 10 linee ferroviarie peggiori d’Italia:

  1. ex Circumvesuviana;
  2. Roma Nord-Viterbo;
  3. Roma-Ostia Lido;
  4. Milano-Chiasso;
  5. Torino-Chivasso-Ivrea-Aosta;
  6. Genova-Ovada-Acqui Terme;
  7. Verona-Rovigo;
  8. Terni-Sansepolcro;
  9. Battipaglia-Potenza-Metaponto;
  10. Agrigento-Palermo.

Se da un lato si verifica la positiva riduzione dell’età media dei treni impiegati sulle linee ferroviarie italiane (scesa da 16,8 a 15,4 tra il 2017 e il 2019), commenta Legambiente, dall’altro si riduce il parco convogli in circolazione: a fronte di una crescita del numero di pendolari, passati da 2,7 e 2,9 milioni in dieci anni, è corrisposto un incremento del numero di treni di appena l’1,1%. Ha commentato Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente:

Il rilancio della mobilità su ferro nelle città e la condizione che vivono i pendolari devono diventare una priorità dell’agenda politica nazionale. Oggi questo purtroppo non avviene. Al nuovo ministro dei Trasporti Paola De Micheli chiediamo di dedicare ai pendolari almeno la stessa attenzione che ha messo in questi mesi per il rilancio dei cantieri delle grandi opere.

Servono risorse, e purtroppo in Legge di Bilancio non ci sono ne per aumentare i treni pendolari ne per compararne di nuovi, ma anche scelte radicali e a costo zero a difesa di centinaia di migliaia di persone che ogni giorno prendono il treno in situazioni di degrado inaccettabili. La situazione che si vive da dieci anni sulle tre linee peggiori d’Italia è inaccettabile, è la conseguenza di drastici tagli e di disattenzione al servizio, e purtroppo si continua ad ascoltare solo promesse mentre il numero di passeggeri è diminuito fino al 30%.

Fonte: Legambiente

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