Pendolaria 2019: cresce il trasporto su rotaia, ma è crisi al Sud

Pendolaria 2019: cresce il trasporto su rotaia, ma è crisi al Sud

Pubblicato da Legambiente il rapporto Pendolaria 2019: cresce il numero dei viaggiatori su rotaia, ma calano i treni al Sud.

Cresce la mobilità su treno e metro in Italia. Questo il dato principale fornito dal rapporto Pendoria 2019, redatto da Legambiente e relativo ai cambiamenti degli ultimi mesi nella mobilità sostenibile italiana su rotaia. Il numero dei viaggiatori che ogni giorno prendono almeno uno di questi mezzi ha toccato quota 5,7 milioni, grazie anche al boom sperimentato dall’alta velocità.

Secondo Pendolaria 2019 i passeggeri che viaggiano utilizzando il servizio ferroviario regionale (+1,6% rispetto al 2018) sono poco meno di 3 milioni (2.919.000), mentre quelli che si spostano con le linee metropolitane (presenti a Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania) superano i 2 milioni (+2,4%). Per quanto riguarda i collegamenti nazionali in 50mila fanno ricorso agli Intercity (in calo del 46%), mentre in 170 sull’alta velocità (+114%) di Trenitalia o Italo.

Insieme al numero di viaggiatori che sceglie la mobilità sostenibile su rotaia, a crescere è però anche la disparità tra il Centro-Nord e il Sud Italia, dove a preoccupare è soprattutto il numero di treni in circolazione: secondo Legambiente il dato risulta essere inferiore a quello del 2010. Ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicedirettore Legambiente:

Al Sud muoversi in treno tra le città è praticamente impossibile, perché i collegamenti sono meno che nel 2010 a seguito dei tagli e i treni sono più vecchi e lenti che nel resto d’Italia. Oggi abbiamo presentato le nostre proposte per uscire da questa situazione e chiediamo al Governo di smetterla con un dibattito che ruota tutto alle grandi opere e di affrontare queste sfide.

Serve un piano per il Sud fatto di treni nuovi da mettere su linee da elettrificare e potenziare, ed è urgente cambiare le priorità infrastrutturali del Paese spostandole nelle aree urbane. Il dato positivo è che ovunque in Italia si è investito sul ferro i risultati sono stati positivi, con una quota crescente di cittadini che ha rinunciato all’auto proprio perché esisteva un’alternativa agli spostamenti in automobile che sono ancora preponderanti nel nostro Paese.

Queste le priorità secondo Legambiente:

  • Più treni sulla rete ferroviaria. Per rendere attraente il trasporto su ferro occorre programmare un potenziamento dell’offerta a partire dai segmenti con maggiore domanda per arrivare a un treno ogni 8-15 minuti sui treni regionali nelle linee più frequentate a un treno ogni 3-4 minuti sulle metro e poi sui tram e le altre linee regionali.
  • Priorità agli investimenti infrastrutturali nelle città. Nel 2019 non è stato inaugurato neanche un chilometro di linee di metropolitane e nel 2018 solo 0,6 km. Per colmare il gap attuale con gli altri grandi Paesi europei dobbiamo decidere che la priorità dei prossimi anni è costruire 200 chilometri di metro, 250 di tram, 300 di linee suburbane.
  • Un piano per muoversi al Sud in treno. La proposta prevede di garantire un servizio cadenzato con almeno un treno ogni ora e nuovo materiale rotabile, lungo le direttrici principali che collegano città, porti e aeroporti come sulla Napoli-Reggio Calabria, Taranto-Reggio Calabria, Salerno-Taranto, Napoli-Bari, Palermo-Messina-Catania.
  • In particolare per rilanciare il trasporto ferroviario servono almeno 500 milioni di euro all’anno da destinare al fondo per il TPL e il trasporto ferroviario regionale; garantire che almeno 2 miliardi di euro all’anno dei fondi introdotti nelle ultime Leggi di Bilancio per gli investimenti dello Stato siano indirizzati a un programma di nuove linee di tram e metropolitane nelle città; aggiungere agli investimenti previsti almeno 600 milioni di euro all’anno per continuare nel rinnovo del parco circolante regionale, per le metropolitane e tram, per gli Intercity, per le Frecce da introdurre nelle linee al sud.

Fonte: Legambiente

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