Pellicce: chiuso allevamento di visoni nel modenese

Pellicce: chiuso allevamento di visoni nel modenese

Fonte immagine: Pixabay

Chiuso un allevamento di visoni nel modenese, a causa della scarsa richiesta di pellicce da parte dei consumatori: vincono le scelte cruelty-free.

Le pellicce hanno sempre meno attrattiva sui consumatori e, per questa ragione, un allevamento di visoni nel modenese ha deciso di chiudere i battenti dopo 60 anni di attività. Forse una conseguenza della maggiore sensibilità del pubblico nei confronti dei diritti degli animali, con acquirenti sempre più orientati alla scelta di fibre vegetali e sintetiche, anziché pelli o pellicce di origine animale.

Così come riporta il quotidiano Leggo, l’allevamento – situato nelle vicinanze di Fossoli – avrebbe deciso di interrompere le attività poiché la richiesta di pellicce sarebbe sensibilmente diminuita negli ultimi anni. Un cambio di consumi derivato soprattutto dalle campagne di sensibilizzazione condotte negli ultimi decenni, in particolare da diverse associazioni animaliste, con numerosi interventi sui media.

Una tendenza che, soprattutto in tempi recenti, ha saputo cogliere l’attenzione anche dell’alta moda, con sempre più stilisti pronti a rinunciare alle pellicce in favore di soluzioni cruelty-free. Nelle scorse settimane l’annuncio è giunto da Versace, giusto per citare uno dei tanti marchi che hanno deciso di dire addio alle pellicce, mentre di recente la città di San Francisco ha optato per il divieto alla vendita in tutti i negozi d’abbigliamento presenti sul proprio territorio. È invece in aumento la richiesta di pellicce sintetiche, con gli appassionati di moda sempre più attratti da colori fluorescenti o insoliti, proprio per renderne evidente la differenza con le alternative di origine animale.

In Italia si contano circa 20 allevamenti di visoni in attività, con una produzione annua di circa 160.000 pelli. L’Unione Europea è però sempre più orientata al divieto, considerando come già 12 Paesi membri abbiano già autonomamente deciso di bandirli, anche se al momento non si hanno precise notizie di una normativa univoca per il Vecchio Continente.

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