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Patata OGM: l’inventore ora teme per la salute dell’uomo

Patata OGM: l’inventore ora teme per la salute dell’uomo

Fonte immagine: Couleur via Pixabay

L'inventore della patata OGM si dichiara preoccupato dei risultati ottenuti nel lungo periodo, che potrebbero portare a danni per la salute dell'uomo.

A distanza di 13 anni dall’invenzione della patata OGM, il suo realizzatore si è dichiarato preoccupato in merito ai possibili danni per la salute. Il suo iniziale sostegno entusiasta al progetto di alimentazione geneticamente modificata si sarebbe trasformato dapprima in dubbio e successivamente un paura per quanto riguarda gli effetti sulle api e sull’uomo.

Caius Rommens si unì nel 2000 alla Simplot Plant Sciences in qualità di direttore, posizione che ricoprì fino al 2013 (dopo aver concluso il precedente rapporto di lavoro con Monsanto). Rommens guidò il gruppo che portò a termine il progetto della patata OGM, un prodotto che è ormai diffuso in oltre 4 mila supermercati statunitensi. Qui diedero vita a un tubero che doveva essere, almeno in base agli obiettivi iniziali, a prova di imbruttimenti, ammaccature e peronospora; un alimento che potesse inoltre risultare meno cancerogeno se utilizzato per produrre patatine fritte.

Secondo quanto riportato dallo stesso Rommens nel suo libro “Pandora’s Potatoes”, i risultati ottenuti nel lungo periodo si sarebbero rivelati ben lontani da quelli a cui mirava il gruppo di ricerca. A preoccupare il ricercatore proprio il meccanismo RNAi di “silenziamento” dei geni, che rischia di avere serie ripercussioni anche sulla salute delle api e non solo:

Qualsiasi gene con una struttura simile può essere silenziato. Sono molto preoccupato per le api, non mangiano patate OGM, ma possono utilizzare il polline per nutrire le loro larve. Sulla base della mia valutazione della letteratura, sembra che anche in questo caso potrebbero esserci alterazioni del DNA.

Riguardo agli eventuali danni che può subire una patata dalla produzione alla commercializzazione, come imbrunimenti o ammaccature, Rommens ha dichiarato che i tuberi non sarebbero in effetti al riparo da tali pericoli, ma questi ultimi verrebbero soltanto “resi invisibili”:

La soppressione dei sintomi è così efficace che abbiamo creduto di aver superato il problema dei lividi. Mi ci è voluto un sacco di tempo per capire che le patate GM hanno ancora lividi – lividi invisibili – che sono altrettanto danneggiati come i lividi oscuranti delle patate normali. In altre parole, i lividi invisibili sono ancora punti di entrata per gli agenti patogeni e i punti di uscita per l’acqua, che sono due problemi importanti durante la conservazione.

Anche riguardo l’ultimo punto tirato in ballo durante l’intervista pubblicata da EcoWatch Rommens si è dichiarato tutt’altro che certo del risultato ottenuto, aprendo la porta a possibili infezioni da peronospora:

Nessuno sa per quanto tempo durerà (La protezione dalla peronospora, ndr). Gli allevatori di piante hanno testato diversi geni di resistenza in passato e questi geni sono quasi sempre superati da agenti patogeni in rapida evoluzione.

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