Pasta vegana: come fare la pasta fresca senza uova

Pasta vegana: come fare la pasta fresca senza uova

Fonte immagine: Istock

Chi lo dice che essere vegani vuol dire rinunciare alla pasta perché contiene uova? Ecco una ricetta per fare buona pasta fatta in casa 100% vegan.

Un buon piatto di pasta è la ricetta segreta per la felicità di molti ma cosa fare se si è scelto uno stile di vita vegano e quindi lontano dal consumo di uova? Niente paura: non tutti i tipi di pasta, intanto, contengono l’uovo. Se in Emilia e tutto il nord Italia la pasta fresca è la classica sfoglia preparata con i prodotti delle galline, basta spostarsi verso la Liguria o scendere verso la toscana per incontrare trofie e pici, celebri formati preparati solo con acqua e farina. Anche le orecchiette e gli strascinati pugliesi, i cavatelli siciliani e i maloreddus sardi sono prodotti vegan ante-litteram, via libera alla fantasia dunque e nessuna rinuncia!

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Pasta vegana senza uova: la ricetta

Pasta vegana senza uova: la ricetta
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Una ricetta semplice per preparare pasta fatta in casa vegana prevede l’impasto di 400 grammi di farina (o di semola) con circa 200 millilitri d’acqua, un pizzico di sale e un cucchiaio d’olio. Curcuma e zafferano come tocco finale per insaporire, ma anche colorare (rinunciare alle uova non vuol dire certo perdere il tono originale del prodotto). Preparare una spianatoia e disponete la farina a fontana, versateci dentro l’olio, il sale e poca acqua poi iniziate a impastare senza risparmiarvi. Aggiungete l’acqua restante poco a poco, continuando a impastare fino a ottenere un panetto liscio, morbido, sodo e non appiccicoso. Mettetelo allora in una ciotola, copritelo con un panno umido e lasciate che il tempo faccia la sua magia: avete mezz’ora di pausa prima di occuparvi nuovamente del vostro piatto vegano. A questo punto stendete l’impasto e ricavarne i formati che preferite, se la pasta risulta ancora imprecisa e secca aggiungete un po’ di acqua e proseguite ad impastare. Se il vostro piatto preferito sono i ravioli a questo punto dovrete pensare a come produrre il ripieno, con qualche verdura e formaggio vegetale.

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La pasta andrebbe consumata entro tre giorni e cotta in acqua bollente finché non la vedete riemergere.Tenete a mente, però, che essendo fresca avrà bisogno di un po’ più di sale del solito. Il panetto così fatto, invece, si conserva in frigorifero per 1 o 2 giorni avvolto da pellicola trasparente. Una volta stesa si può lasciare per un giorno su vassoi o assi coperta da un telo pulito, in modo da farla seccare e, volendo, congelarla fino a tre mesi. Il nostro consiglio: consumatela subito, più fresca è, più buona è. Una regola antica che vale un po’ per tutto…soprattutto in quarantena!

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