Passera, sì a trivellazioni petrolifere vicino coste

Passera, sì a trivellazioni petrolifere vicino coste

Il ministro Corrado Passera starebbe per dare il via alla possibilità di costruire trivelle petrolifere e gasifere anche entro le due miglia dalla costa.

Il ministro Corrado Passera sta per rendere noto il contenuto “Dl sugli incentivi ed il rilancio delle infrastrutture”. Conoscendo il personaggio è normale che le associazioni ambientaliste mostrino qualche preoccupazione. A ben vedere, tali perplessità sono anche piuttosto fondate, a meno a leggere le rivelazioni preoccupanti fatte oggi dai senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta:

Nel decreto sugli incentivi e il rilancio delle infrastrutture, ormai quasi pronto, il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera intende dare semaforo verde per le trivellazioni petrolifere e gasiere selvagge nei mari italiani, con un limite per gli interventi off shore che passa da 12 a 5 miglia marine, praticamente sottocosta.

Insomma, Corrado Passera vorrebbe portare le trivelle a pochissimi chilometri dalle coste, in spregio non solo alle bellezze paesaggistiche, ma alla stessa disgrazia del Golfo del Messico. In soli due anni, come notano i due senatori, la paura di incidenti simili è scemata a tal punto da permettere ad un ministro proposte del genere:

I rischi economici sono importanti e i vantaggi minimi. Anche se estraessimo le 11 milioni di tonnellate di riserve petrolifere stimate nei fondali marini del nostro Paese, ai consumi attuali li esauriremmo in soli 55 giorni. Non possiamo continuare a costruire capannoni che non si tengono in piedi appena si è appannata la memoria dell’ultimo terremoto e a trasformare il Mediterraneo in una groviera due anni dopo l’esplosione della piattaforma della Bp.

I due senatori del PD concludono notando come siano possibili alternative a basso impatto ecologico, come l’estrazione del biometano dal mare. Dal canto nostro ci piacerebbe vedere lo stesso accanimento contro l’ipotesi di trivelle nelle Tremiti e dell’eolico off-shore a largo del Golfo dell’Asinara. A prescindere dal decreto, sicuramente grave, in mente a Passera, la situazione attuale è già potenzialmente disastrosa: se andassero in porto tutti progetti di trivelle attualmente in discussione, alcune delle zone più belle d’Italia sarebbero deturpate ed esposte al perpetuo rischio marea nera.

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