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Pappagalli verdi invadono la Puglia: danni alle coltivazioni

Pappagalli verdi invadono la Puglia: danni alle coltivazioni

Fonte immagine: Pixabay

I pappagalli verdi, noti anche come parrocchetti monaci, invadono diverse zone della Puglia causando gravi danni all'agricoltura.

La Puglia è sempre più invasa da pappagalli verdi, forse a causa della tropicalizzazione del clima. È questo l’allarme lanciato da Coldiretti, così come riferisce TGCom24, nel sottolineare le conseguenze dannose di questa moltiplicazione: i volatili, infatti, starebbero facendo razzia di frutta e verdura coltivate dagli agricoltori.

I pappagalli in questione sarebbero appartenenti alla specie dei Myiopsitta Bonaparte, noti anche come parrocchetti monaci, e sarebbero stati avvistati per la prima volta qualche tempo fa, nei pressi di un eucalipto nella contrada Madonna delle Rose di Molfetta. Non è dato sapere come questi esemplari siano giunti sul territorio pugliese, se in modo autonomo oppure perché fuggiti dai legittimi proprietari – un caso analogo è stato poche settimane fa testimoniato negli Stati Uniti – ma pare abbiano già stabilito delle famiglie stabili.

Molto socievoli e allegri, questi parrocchetti vivono in gruppi abbastanza nutriti e pare siano molto ghiotti di frutta e altri ortaggi. In particolare, amerebbero le mandorle, che avrebbero imparato in modo sapiente a rompere con il loro becco, estraendo il frutto e lasciando il mallo appeso all’albero. Oggi vi sarebbero avvistamenti a Bisceglie, Giovinazzo, Palese, Santo Spirito, Bitonto, Bitetto, Palo del Colle, Binetto, Grumo Appula e parte dell’Alta Murgia.

La situazione sta però diventando poco gestibile poiché, oltre a limitare la proliferazione delle specie autoctone, questi pappagalli rappresentano un danno per l’agricoltura, insieme ad altri voltatili. Così spiega Coldiretti:

I pappagalli fanno il paio con gli storni che colpiscono particolarmente il settore olivicolo, con un danno fra il 30% e oltre il 60% soprattutto nelle zone a ridosso del mare, Adriatico e Jonio, dove gli agricoltori non hanno strumenti per arginare la presenza eccessiva e sono in progressivo aumento degli storni divenuti stanziali. Il caldo anomalo degli ultimi anni ha fatto convertire la specie protetta da migratoria a stanziale. Si sta sottovalutando un problema che per alcune aree è veramente grave e ingestibile.

Fonte: TGCom24

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