Palloncini di plastica inquinano l’ambiente, in Puglia sì ai divieti

Palloncini di plastica inquinano l’ambiente, in Puglia sì ai divieti

Fonte immagine: Pixabay

Anche il Comune di Bitonto regolamenta l'uso dei palloncini di plastica: uccidono gli animali, specie protette comprese.

I palloncini di plastica pieni di aria lasciati svolazzare liberamente in atmosfera creano un danno per l’ambiente, e per questo l’amministrazione comunale di Bitonto ha deciso di regolamentarne l’uso.

La città pugliese ha verificato che il gesto reca un danno alla fauna del luogo provocando ogni anno la morte di migliaia di animali, anche di specie protette come la tartaruga Caretta Caretta. L’idea è nata ad Alfredo Luongo, delegato alle politiche ambientali, che ha affermato:

Abbiamo emesso un’ordinanza con cui si vieta non la vendita ma il lancio dei palloncini. I venditori di tali articoli non dovranno far altro che munirli di un contrappeso, ad esempio un semplicissimo sacchetto di sabbia, di modo che essi non rappresentino più un pericolo per l’ambiente. Fra i rifiuti che si trovano più frequentemente sulle spiagge italiane, vi sono proprio i frammenti dei palloncini in plastica o in gomma. Alcune carcasse di tartarughe marine raccolte sulle nostre spiagge presentavano all’interno dello stomaco gomma e plastica.

Il motivo, presto detto: i palloncini, una volta sgonfiatisi e depositatisi sulla superficie marina, hanno le perfette sembianze delle meduse che rappresentano il cibo per diverse specie di pesci, oltre che per le Caretta Caretta.

Sulla scia di Bitonto anche il Comune di Giovinazzo ha preso la stessa decisione. Ricordiamo che il primo provvedimento in merito fu preso da Maruggio, una delle zone marine più belle dell’intera Puglia.

Pian piano le Regione dichiara quindi la sua personale guerra ai rifiuti plastici che, una volta dispersi nell’ambiente, diventano la prima causa di inquinamento marino. Il 97% dei rifiuti totali in mare è dato da materiali di plastica e di questo passo rischiamo di avere nel mare, entro il 2050, più tonnellate di tale sostanza che di pesci.

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