Pagare cashless è più green che pagare in contanti

Pagare cashless è più green che pagare in contanti

Fonte immagine: SumUp

Un'analisi di SumUp e Rete Clima rivela come i pagamenti elettronici siano più green dei contanti.

Due studi olandesi, commissionati dalla De Nederlandsche Bank ed analizzati per SumUp da Rete Clima, parlano chiaro: le transazioni cashless, effettuate attraverso il pagamento elettronico, emettono meno CO2  rispetto a pagare con i contanti.

L’analisi dei due studi, realizzata in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2019, rivela che l’impatto ambientale di ogni transazione effettuata con i contanti è pari  a 4,6 g di CO2 equivalenti (CO2e)*. Se andiamo infatti ad analizzare il ciclo di vita di una banconota è dovuto in particolare alla fase di produzione della cartamoneta (32%) e a quella operativa (64%), ovvero all’esercizio e il consumo degli sportelli automatici e al trasporto di monete e banconote (64%).

Dall’altra parte, invece emerge che ogni transazione effettuata con carta elettronica ha un impatto ambientale di 3,78 grammi di CO2e, lo stesso di una lampadina a basso consumo energetico da 8W lasciata accesa per un’ora e mezza. Ad incidere, in questo caso, sono i consumi dei terminali per i pagamenti (75% dell’impatto totale), in particolare quanto riguarda i materiali di produzione (37%) e per il consumo di energia in fase di operatività e stand-by (27%).

Paolo Viganò, CSR Manager di Rete Clima, rispetto all’analisi dei report di sostenibilità dei pagamenti ha commentato:

“La dematerializzazione delle attività è una strategia in linea di massima sempre più efficiente in termini ambientali, dal momento che limita l’impronta ambientale generata dai prodotti ‘fisici’ in tutte le fasi del loro ciclo di vita (produzione, trasporto, scambio e fine vita)”.

Approfondendo le varie voci di “costo ambientale” dei pagamenti cashless dagli studi emerge che uno dei punti nodali è legato al fatto che i terminali rimangano accesi h24 e per la maggior parte del tempo in modalità stand-by; mentre tra le operazioni che richiedono picchi di energia figurano la lettura della carta, la creazione di un messaggio di autorizzazione e la stampa dello scontrino. L’utilizzo di energia totale medio per transazione per terminale è di 0,23 Wh.

Lo studio, infine, oltre ad analizzare lo scenario attuale, mette in campo alcune soluzioni che potrebbero diminuire del 44% l’impatto delle transazioni cashless rendendole ancor più sostenibili rispetto ai pagamenti in contanti. Tra le soluzioni individuate spicca   l’utilizzo di energia rinnovabile per il funzionamento dei POS e dei data center, o l’aumento della durata della vita delle carte di debito da 3,5 a 5 anni. Inoltre, lo studio suggerisce anche di diminuire del 50% il tempo nel quale si lascia il dispositivo in modalità standby, che abbasserebbe l’impronta ambientale delle transazioni con carte di debito dell’11%.

Questo sarebbe possibile – suggerisce lo studio olandese – fissando alcuni momenti per l’aggiornamento dei software, permettendo così ai rivenditori di spegnere i POS quando il negozio è chiuso, senza doverli tenere accesi 24 ore al giorno.

Marc-Alexander Christ, Co-Founder di SumUp, rispetto alla diminuzione dei periodi di stand-by e al contenimento dei picchi di consumo ha commentato:

“Contenere consumi tramite una maggiore efficienza dei lettori di carte  è  una soluzione che con SumUp già prevediamo: i lettori di carte SumUp entrano infatti in funzione all’occorrenza. Possono essere spenti senza problemi durante giornate o orari di non utilizzo, semplicemente attraverso il bottone di accensione posto sul dispositivo. Basterà poi riaccenderlo e collegarlo velocemente allo smartphone, così da offrire ai clienti la possibilità di pagare con smartphone o carta anche per importi piccoli e – soprattutto – in qualunque contesto. Durante l’utilizzo, il lettore è invece in standby fin quando non viene aperta la app sullo smartphone”

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Sempre Christ, rispetto ai picchi di operatività aggiunge

“I lettori di SumUp si collegano in bluetooth ad uno smartphone o un tablet con connessione 3G o direttamente alla rete 3G tramite scheda integrata: in pochi minuti qualunque commerciante è quindi operativo e pronto ad accettare pagamenti elettronici. Questo tipo di lettori di carte risolvono anche il problema dei picchi legato alla stampa dello scontrino ed al conseguente consumo di carta, poiché permettono di inviare al cliente direttamente via email o sms la ricevuta di pagamento”.

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