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Padelle antiaderenti: prodotti chimici aumentano rischio tumori

Padelle antiaderenti: prodotti chimici aumentano rischio tumori

Fonte immagine: whatwolf / Freepik

I prodotti chimici presenti nelle padelle antiaderenti possono essere pericolosi, perché indurrebbero l'insorgenza dei tumori.

I prodotti chimici che sono contenuti nelle padelle antiaderenti potrebbero rivelarsi molto pericolosi, anche per il rischio nello sviluppo dei tumori. Il rapporto internazionale dell’Environmental Protection Agency di Washington DC ha suggerito che questi prodotti chimici che si possono trovare nelle pentole antiaderenti, negli indumenti resistenti all’acqua e nei tappeti antimacchia di frequente si staccano e penetrano nella catena alimentare.

Diversi studi hanno dimostrato come tali sostanze chimiche contenute nelle padelle antiaderenti siano collegate ai tumori e ad altre patologie, come il colesterolo alto e una riduzione delle funzioni del sistema immunitario. Da anni è in corso una vera e propria diatriba tra chi sostiene la pericolosità di queste sostanze che si trovano anche in un terzo degli imballaggi alimentari e i produttori, che sostengono come le sostanze chimiche siano utilizzate per conservare anche la qualità dei prodotti.

L’acido perfluoroottanoico, secondo molte ricerche, viene spesso utilizzato nelle padelle antiaderenti fino a un livello che supera di 33 volte le dosi raccomandate e anche per questo motivo potrebbe favorire l’insorgenza di tumori. Lo scorso gennaio uno studio compiuto su queste sostanze ha dimostrato che esse sono legate a vari problemi di salute, come la sterilità, l’autismo e il diabete di tipo 2.

Queste sostanze chimiche pericolose, in particolare il bisfenolo A, vengono aggiunte anche negli scontrini, per questo la ricerca suggerisce che cassieri e camerieri addetti alla gestione delle ricevute possono essere particolarmente vulnerabili.

Il bisfenolo A viene aggiunto agli scontri per rendere la scrittura più scura e si ritrova anche in bottiglie in plastica e in contenitori per alimenti. Già negli Stati Uniti la sostanza è stata vietata nei biberon e la Commissione Europea ha preso in considerazione un provvedimento per vietare l’uso del bisfenolo A a partire dal 2020.

È stato provato che questa sostanza chimica può portare a nascite premature, infertilità, problemi nello sviluppo dei bambini anche in fase prenatale e ad inizio precoce della pubertà.

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