Orti urbani a Milano con Coltivami

Orti urbani a Milano con Coltivami

La Giunta milanese ha approvato il progetto Coltivami, dedicato agli orti urbani. Già individuate 9 aree che potranno essere coltivate.

Si chiama Coltivami, ed è un progetto dedicato agli orti urbani appena approvato dalla Giunta comunale di Milano. L’iniziativa punta in particolare al recupero di aree verdi della città attualmente inutilizzate, ma si propone anche come un’opportunità di socializzazione per i cittadini, e in particolar modo per anziani, giovani, famiglie, stranieri.

Nell’ambito di Coltivami, la Giunta ha già individuato 9 aree comunali che potranno essere utilizzate per la coltivazione di orti urbani. Si tratta di vie Boffalora (Zona 5), Ippodromo, Monte Stella, Falck, Alassio (Zona 8), Rubicone, Cascina de Prati (Zona 9). In totale, 25 mila metri quadri destinati a 309 particelle ortive.

Spiega Daniela Benelli, assessore all’Area metropolitana, Decentramento e Municipalità e Sevizi Civici:

Coltivami si pone l’obiettivo di riportare l’agricoltura in città e di farla conoscere ai tanti che non hanno contatti con il mondo agricolo. È una grande occasione per chi ama gli orti e vuole dare un contributo all’ampliamento degli spazi verdi vivibili.

Le zone da coltivare potranno essere assegnate a diversi tipi di soggetti, che dovranno presentare il proprio progetto di orto urbano: onlus e cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, di salvaguardia dell’ambiente, di volontariato o con finalità culturali; associazioni di cittadini; enti e aziende pubbliche o private che operano nell’ambito della responsabilità sociale di impresa.

La durata delle convenzioni, spiega il Comune di Milano, non potrà superare i 9 anni. Le singole particelle ortive assegnate avranno inoltre una superficie massima di 60 metri quadri, ma sono previsti anche moduli più grandi per la coltivazione collettiva: massimo 700 metri quadrati in gestione ad almeno 10 ortisti.

Le aree coltivabili individuate nell’ambito del progetto Coltivami, infine, prevedono spazi di aggregazione sociale e zone dedicate al tempo libero. Le coltivazioni dovranno seguire principi ecologici (niente pesticidi, diserbanti e Ogm) e i prodotti non potranno essere usati a scopo di lucro.

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