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Gli orsi polari si stanno convertendo al cannibalismo

Gli orsi polari si stanno convertendo al cannibalismo

Fonte immagine: Pixabay

Gli orsi polari si stanno sempre più convertendo al cannibalismo, in assenza di prede: è quanto rivelano alcuni scienziati russi.

I cambiamenti climatici e la sempre maggiore scarsità di cibo stanno spingendo gli orsi polari verso il cannibalismo. È quanto sostengono i ricercatori della Russian Academy of Sciences, i quali hanno confermando l’aumento di uccisioni di orsi da parte di simili, a causa della dilagante fame.

Il cannibalismo è un evento già osservato in passato nelle comunità degli orsi polari, tuttavia sempre apparso estremamente raro. Negli ultimi tempi, però, i casi sarebbero notevolmente aumentati: il rapido cambiamento delle condizioni climatiche, e la scomparsa di molte delle prede di cui questi plantigradi si nutrono, starebbe spingendo questi animali a delle scelte drastiche. Ilya Mordvintsev, esperto di orsi polari per il Severtsov Institute di Mosca, ha così spiegato:

I casi di cannibalismo fra gli orsi polari sono un fatto da tempo noto, ma temiamo che questi casi, un tempo rilevati raramente, capitino oggi abbastanza spesso. In alcune stagioni non c’è cibo a sufficienza e i maschi più grandi attaccano le femmine con i cuccioli.

Secondo quanto riferito dai ricercatori, le aree fredde della Russia vedrebbero un aumento rapido della loro temperatura, a ritmo di 2.5 volte maggiori rispetto al resto del mondo. Le aree russe nei pressi dell’Artico hanno visto una riduzione del 40% dei ghiacci al temine della scorsa estate, mentre lo sviluppo di nuovi impianti per il trasporto di combustibili fossili – come gli oleodotti – starebbero modificando gli habitat dove gli orsi naturalmente vivono.

Nel mentre, un recente studio condotto in Canada e in Groenlandia ha svelato come gli orsi polari vedano pesi medi molto ridotti rispetto al passato, proprio per la diminuzione delle prede, e per questa ragione si starebbero riproducendo a ritmi più lenti, con un numero inferiore di cuccioli per singola femmina.

Fonte: EcoWatch

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