Orsi polari: scompariranno entro il 2100

Orsi polari: scompariranno entro il 2100

Fonte immagine: Pexels

Gli orsi polari potrebbero scomparire entro il 2100, a causa dei cambiamenti climatici: è quanto rivela un nuovo studio condotto sulle popolazioni artiche.

Gli orsi polari potrebbero scomparire entro il 2100, a causa dei cambiamenti climatici. È quanto spiega una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature Climate Change e ripresa da Il Fatto Quotidiano: se non si provvederà in tempi brevi a invertire la rotta del global warming, per i plantigradi artici non vi sarà chance di sopravvivenza.

A minacciare fortemente la sopravvivenza degli orsi è soprattutto la riduzione dei ghiacci. Lo scioglimento dei grandi ghiacciai artici, a causa di temperature sempre più elevate, sta infatti modificando le risorse alimentari a disposizione di questi animali. In altre parole, i plantigradi potrebbero non essere più in grado di trovare nutrimento tra un periodo di digiuno e l’altro.

Manca il cibo

Lo studio ha analizzato l’80% della popolazione totale di orsi nell’Artico, prendendo in esame campioni di 13 sottopopolazioni. Dallo studio è emerso come questi animali siano abituati a lunghi periodi di digiuno, ad esempio durante il letargo, ma le tempistiche tra un pasto e l’altro non sono però estreme. Con il progressivo aumento delle temperature, lo scioglimento dei ghiacci e la modifica delle popolazioni di prede nei loro habitat, questi orsi rischiano quindi la morte per fame. Ovvero, le tempistiche massime tra un pasto e l’altro risulteranno più brevi rispetto al tempo necessario per trovare nuove prede.

Rispetto ad altri periodi del passato, dove un aumento repentino delle temperature è stato però accompagnato da sufficienti fonti alimentari, gli orsi non potranno nemmeno attuare strategie di contenimento. Già oggi questi animali stanno limitando tutte le attività che richiedono un dispendio di energie – come appunto la ricerca del cibo, ma anche del partner e gli accoppiamenti – data la scarsità di nutrimento. Scendere ulteriormente sotto questa soglia minima non è un percorso percorribile per i plantigradi.

Preoccupa, in particolare, lo spostamento più a nord delle popolazioni di foche, alla ricerca di acque più fredde, così come la progressiva modifica delle specie di pesci. Giungono infatti nell’Artico popolazioni ittiche da latitudini più basse, dove le acque sono ormai troppo calde, tipologie di pesci di cui gli orsi non si nutrono.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

“International Polar Bear Day”: ecco Aurora e i suoi cuccioli di orso polare!