Orsi della bile: protesta in Cina

Orsi della bile: protesta in Cina

Orsi: in Cina monta la protesta contro l'estrazione della bile per la medicina tradizionale, pratica barbarica per questi mammiferi.

Qualcosa sta cambiando in quel della Cina, nazione non di certo famosa per il rispetto delle specie animali. Pare, infatti, che si stiano sollevando le proteste contro le torture verso gli orsi, la cui bile è utilizzata per la medicina tradizionale orientale.

Da secoli in Cina vi è una credenza che vede nella bile degli orsi un formidabile ricostituente e, oltre il danno la beffa, la prassi vorrebbe che gli animali siano vivi e coscienti durante l’estrazione della tanto preziosa sostanza. Tutto questo si traduce nelle più svariate torture, con orsi rinchiusi in gabbie piccolissime, agonizzanti, lasciati con ferite aperte e tumescenti.

Nonostante la censura informatica, però, la Rete pare essersi sollevata anche in Cina, sensibilizzando il pubblico a una minima protezione dei diritti degli animali. Così una flebile protesta si è sollevata in direzione di Guizhentang, la prima azienda produttrice di bile di orso del paese. La società trattiene ora rinchiuse 500 cavie d’orso nei propri laboratori, ma l’obiettivo è di arrivare a 1.200 entro la fine dell’anno così da triplicare i guadagni.

L’operazione di estrazione della bile è agghiacciante. Un filmato clandestino avrebbe dimostrato come gli animali vengono tenuti per diverso tempo privati di alimentazione, per poi essere trasportati in un’apposita zona dove troveranno del cibo. Per aver accesso al nutrimento, tuttavia, gli orsi si devono infilare in una sorta di trappola, da cui non possono uscire. Una volta immobilizzati, un tubo viene infilato nella cistifellea per la raccolta della sostanza.

Le aziende e i medici coinvolti tentano, però, di giustificarsi: a loro avviso il trattamento sarebbe totalmente indolore. Il dottor Zhang Zhijun, uno degli specialisti responsabili della procedura, ha semplicemente risposto: «Non siete orsi, come fate a capire se sentono dolore?».

Chissà che non sia la Rete ad aver la meglio. Secondo alcune rilevazioni, infatti, pare che negli ultimi anni il consumo di animali da compagnia per la cucina, così come il commercio di specie in via d’estinzione, abbia subito un lieve calo proprio grazie al passaparola sul Web. Si può sperare, quindi, che il consumo di bile di orso raggiunga presto la sua fine?

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