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Orsi: azioni legali contro i cacciatori di frodo in Francia

Orsi: azioni legali contro i cacciatori di frodo in Francia

Fonte immagine: Pixabay

La Francia annunci misure esemplari per la protezione degli orsi, dopo l'escalation di uccisioni a ridosso dei Pirenei.

Per la salvaguardia degli orsi, il governo francese sceglie il pugno duro. Le autorità d’Oltralpe hanno infatti annunciato delle misure esemplari contro i cacciatori di frodo, con multe fino a 150.000 euro e pene detentive fino ai tre anni. A far scoppiare il caso l’uccisione di un orso bruno sulle montagne dei Pirenei, forse per mano di qualche cacciatore locale.

A confermare il nuovo orientamento del governo è il Ministro dell’Ecologia, Élisabeth Borne, la quale ha definito l’uccisione dell’orso sopracitato come “illegale ed esecrabile”. Il plantigrado aveva quattro anni, pesava tra i 150 e i 200 chili ed è stato soppresso nell’area dell’Ariège.

Una convivenza difficile

La convivenza tra uomo e orsi Oltralpe non è però mai stata semplice. Le tensioni sono cominciate nel 2006, quando il governo decise di reintrodurre 15 orsi sulle montagne dei Pirenei, trasferendoli dalla Slovenia. La decisione fu accolta con grandi proteste dagli allevatori e dagli agricoltori sia francesi che spagnoli, preoccupati che i plantigradi potessero distruggere campi e uccidere animali. Per questa ragione, le autorità introdussero delle agevolazioni per la costruzione di barriere e recinti, per l’adozione di cani da guardia e per l’assunzione di pastori aggiuntivi. A 15 anni di distanza, però, le polemiche proseguono.

Nel 2018 il governo aveva promesso un piano decennale per aumentare il numero di orsi nella zona. Il piano sarebbe però stato abbandonato su pressione degli allevatori locali. Questi ultimi hanno sostenuto che gli orsi si rendano responsabili dell’uccisione di 1.173 pecore l’anno e della distruzione di 36 alveari, cifre però mai ufficialmente certificate dalle autorità.

Il pugno duro

Con l’uccisione dell’ultimo orso, le tensioni sono però giunte al culmine. Il governo ha deciso di rafforzare le protezioni di legge per questa specie, entrando in diretta opposizione con gli allevatori. Una scelta che ha suscitato il plauso delle associazioni animaliste, così come spiega Alain Reynes, direttore di Pays de l’Ours:

Nessuno ha il diritto di uccidere orsi nei Pirenei. È una specie protetta, faremo tutto ciò che è in nostro potere per trovare i responsabili e assicurarli alla giustizia.

Fonte: The Guardian

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