ONU: ogni 5 secondi lo smog uccide

ONU: ogni 5 secondi lo smog uccide

Fonte immagine: Pixabay

L'ONU lancia l'allarme sui danni generati dall'inquinamento atmosferico e sulla situazione in cui versano i nostri ecosistemi.

“L’inquinamento atmosferico uccide una persona ogni 5 secondi”, sono le parole pronunciate nei giorni scorsi da David R. Boyd, canadese esperto di diritto ambientale, durante l’Human Rights Council dell’ONU.

Un appuntamento, questo delle Nazioni Unite, dove si è parlato dei problemi legati al sovrasfruttamento degli ecosistemi, vero e proprio ostacolo per il rispetto dei diritti umani.

Boyd nel suo discorso ha poi aggiunto:

Per quanto sappiamo, viviamo sull’unico pianeta dove si è sviluppata la vita ma gli essere umani stanno causando la sesta estinzione di massa. L’anidride carbonica in atmosfera ha raggiunto e superato le 400 parti per milione (ppm), un livello mai toccato negli ultimi 650 mila anni. Un grosso problema che innesca gli effetti negativi dei cambiamenti climatici.

Facendo riferimento all’inquinamento atmosferico, oltre il 90% della popolazione globale vive in zone dove si superano i livelli consigliati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Ogni anno la pessima qualità dell’aria causa 7 milioni di morti premature, tra cui 600 mila bambini da 0 a 5 anni. A queste, vanno aggiunte tutta una serie di altre malattie legate allo smog: parliamo di asma, cancro ai polmoni, disturbi cognitivi e problemi alla nascita del bambino.

ONU: prossimo decennio sarà per il ripristino degli ecosistemi

Intanto l’Assemblea delle Nazioni Unite ha deciso: il periodo che va dal 2021 al 2030 sarà il “Decennio dell’ONU per il Ripristino dell’Ecosistema“. Secondo l’Organizzazione l’attività di recupero ambientale offrirà “opportunità senza precedenti per la creazione di posti di lavoro, per la sicurezza alimentare e per affrontare il cambiamento climatico”.

L’attuale degrado del capitale naturale mette a rischio le condizioni di vita di oltre 3,2 miliardi di persone sul pianeta. Un fattore che incide negativamente anche da un punto di vista monetario: costa infatti il 10% del Pil mondiale in termini di perdita dei servizi e dei beni offerti dai nostri ecosistemi (i cosiddetti “Servizi Ecosistemici”).

Sul sito dell’ONU si legge:

Il recupero di 350 milioni di ettari di terreni degradati tra oggi e il 2030 potrebbe generare 9 mila miliardi di dollari in servizi eco-sistemici e liberare l’atmosfera di ulteriori 13-26 gigaton di gas serra

Il recupero degli ecosistemi sarà fondamentale anche per dare attuazione ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. La perdita di biodiversità in molti ecosistemi è tale da compromettere l’attività di sussistenza al genere umano. Per questo l’ONU ha deciso di dedicare il prossimo decennio alla salvaguardia ambientale.

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