Omeopatia: cos’è

Omeopatia: cos’è

Medicina omeopatica, cos'è e come funziona l'approccio studiato dal Dr. Samuel Hahnemann.

L’omeopatia è una delle più note e controverse terapie alternative. All’interno dell’ampio panorama dei rimedi naturali attualmente conosciuti, questa specifica soluzione incontra il favore di molti, così come un ampio ventaglio di critiche. Opportuno quindi conoscere innanzitutto la materia e capirne i concetti di base.

Capire l’omeopatia vuol dire in primo luogo comprendere i meccanismi che ne regolano l’attività, a prescindere dalla propria posizione in merito. Un principio governa su tutti la pratica omeopatica, quello noto come “il simile ha ragione del simile”. Una sorta di precetto derivato dall’origine greca del nome, composta dalle parole “omòios” (simile) e “pathos” (malattia).

Cos’è e come funziona

Il primo a trattare in maniera organica e organizzata il tema della cura omeopatica è stato un tedesco, il Dr. Samuel Hahnemann, con la pubblicazione nel 1810 del libro “Organon of medical art”. Alla base della tecnica il principio di riproduzione dei sintomi, con il farmaco omeopatico che punta quindi a replicare la “sintomatologia” manifestata da un soggetto sano.

Omeopatia
Fonte: Alternative medicine | Shutterstock Alternative medicine | Shutterstock

Un approccio olistico è infine alla base della pratica omeopatica, con il corpo e la mente visti come parte di un’entità unica e indivisibile. In aperta opposizione a quella che lo stesso Hahnemann definì metodo allopatico, ovvero la medicina tradizionale basata sul principio del contrastare i sintomi.

Uno degli aspetti più importanti da considerare quando si parla di ricorso all’omeopatia consiste nell’affidarsi a un medico omeopata preparato su entrambi i fronti, quello della medicina tradizionale come dei trattamenti omeopatici. Questo in quanto la pratica omeopatica necessita in primo luogo di un approccio specifico, che varia da persona a persona.

Ognuno ha un suo personale modo di rispondere ai trattamenti medici, siano essi tradizionali o frutto di tecniche alternative. L’omeopatia inoltre si basa sul principio del “simile ha ragione del simile”, quindi individuare le caratteristiche del paziente e la sua capacità di risposta alle terapie si dimostra essenziale.

Si procede somministrando al paziente una dose diluita di principio attivo si cerca indurre appunto una reazione “simile a quella riscontrabile in un soggetto sano”. Agendo in sostanza più come un vaccino che come un normale farmaco antibiotico, l’omeopatia punta a stimolare la reazione del sistema immunitario inducendo una fisiologica e naturale guarigione da parte dell’organismo del malato.

Per innescare questo processo l’omeopata dovrà avere cura di approfondire anche l’aspetto psicologico del paziente, analizzandone caratteristiche come l’emotività e come queste influiscano sulle capacità di recupero.

Un approccio orientato al riequilibrio dell’energia vitale dell’individuo, che per sua stessa caratteristica di base non ha mancato di attirare su di sé le più aspre critiche da parte di un’ampia parte dei rappresentanti della medicina tradizionale.

Omeopatia
Fonte: Glass bottles with herbal essences and wild flowers – homeopathy | Shutterstock

Diluizioni: quali sono e come vengono realizzate

Le possibili diluizioni si distinguono in centesimali (CH), decimali (DH), cinquantamillesimali (LM) e korsakoviane (K). Vengono realizzate a partire dalla tintura madre, anche definita TM, della quale una goccia va a essere diluita appunto in determinate dosi di alcol.

La preparazione di una dose centesimale (1 CH) avviene diluendo una goccia di tintura madre in 99 gocce di alcol, avviando poi la dinamizzazione attraverso l’agitazione 100 volte della bottiglietta o del contenitore chiuso ermeticamente. Per ottenere una seconda diluizione, pari a 2 CH, la prima da 1 CH deve essere diluita ulteriormente in 99 gocce di alcol.

La soluzione decimale invece (1 DH) prevede la diluizione di 1 goccia di tintura madre in 9 gocce di alcol, un procedimento simile a quello poi messo in atto per le diluizioni cinquantamillesimali (LM). Differente è infine l’approccio per ottenere la diluizione korsakoviana (K).

Quest’ultimo tipo di diluizione prevede un contenitore da 15 ml riempito per 5 ml da tintura madre. Un volta agitato con forza e averne versato il contenuto viene introdotta una quantità di acqua distillata sufficiente a riempirlo di nuovo.

Agitando per 100 volte il flacone il principio attivo rimasto attaccato alle pareti del recipiente andrà a formare la diluizione korsakoviana, pari a 1 K. Il procedimento andrà ripetuto ulteriormente per ognuna delle successive diluizioni, qualora richieste.

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