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Omega 3: pesce grasso 2 volte a settimana previene infarto e ictus

Omega 3: pesce grasso 2 volte a settimana previene infarto e ictus

Fonte immagine: mrsiraphol / Freepik

Consumare pesce grasso due volte alla settimana è un ottimo rimedio per ridurre il rischio di infarto e di ictus, secondo la scienza.

Mangiare pesce grasso due volte alla settimana può favorire la riduzione del rischio di infarto e di ictus. Tutto merito degli acidi grassi omega 3, che potrebbero aiutare a diminuire l’ostruzione delle arterie.

L’obiettivo di un cuore sano non è difficile da raggiungere, se ad una corretta attività fisica associamo un’alimentazione equilibrata e fatta di cibi sani e nutrienti. La scienza afferma con convinzione che un modo per raggiungere questo obiettivo consiste proprio nel mangiare pesce grasso due volte alla settimana.

Consumare regolarmente salmone, sardine o sgombri aiuterebbe a ridurre il rischio di malattie coronariche, insufficienza cardiaca, arresto cardiaco e ictus. Tutto questo nonostante le preoccupazioni di molti consumatori in relazione alla possibile presenza di alti livelli di mercurio nei pesci più grandi, come il pesce spada o il tonno. Gli esperti dicono che questi cibi sono sicuri per gli adulti.

Il pesce è un alimento fondamentale per la salute, perché apporta benefici non solo per il cuore, ma anche per gli occhi, per il cervello e in caso di artrite. Di recente anche l’American Heart Association ha messo in evidenza i benefici degli acidi grassi provenienti dai frutti di mare nella lotta contro le malattie cardiovascolari.

Le malattie cardiache e l’ictus costituiscono una delle principali cause di morte prematura in diversi Paesi del mondo e l’American Heart Association sostiene che il pesce grasso potrebbe aiutare a ridurre il rischio in entrambi i casi.

Consumare pesce grasso può favorire la diminuzione della pressione del sangue e la riduzione di accumuli di grasso nelle arterie. Queste sono due cause comuni di gravi condizioni patologiche a carico del sistema cardiovascolare, che possono portare a delle conseguenze davvero pesanti per la salute. Sulla questione è intervenuto anche il professor Eric Rimm, della Harvard TH Chan School of Public Health, che ha dichiarato:

Fin dall’ultima consulenza sul consumo di pesce da parte dell’America Heart Association nel 2002, gli studi scientifici hanno ulteriormente dimostrato i benefici del consumo di frutti di mare ricchi di acidi grassi. Questo avviene soprattutto quando il pesce sostituisce cibi meno sani come le carni ad alto contenuto di grassi saturi.

Secondo il professor Rimm è consigliabile mangiare pesce non fritto una o due volte alla settimana per ottenere i benefici sul sistema cardiovascolare. È opportuno ricordare che un’assunzione maggiore di pesce non è generalmente associata a ulteriori benefici o danni.

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