Olio vegetale incrementa il rischio di demenza secondo uno studio

Olio vegetale incrementa il rischio di demenza secondo uno studio

Un utilizzo eccessivo degli oli vegetali sembra poter favorire l'insorgere di demenza e altre malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer.

Negli anni ’50 gli esperti hanno messo in guardia a proposito dei rischi connessi a un utilizzo eccessivo di grassi saturi contenuti in cibi e condimenti come il burro, mentre gli oli vegetali sono stati associati all’insorgere di patologie cardiache e a disfunzioni per quanto riguarda gli antiossidanti. Ora una ricerca condotta dalla dott.ssa Cate Shanahan (nutrizionista e medico di famiglia) li mette in relazione anche ai problemi legati alla demenza.

Questo a causa della formazione di placche all’interno del cervello, provocate da stress ossidativo delle membrane, un fattore che agevolerebbe l’insorgere di malattie neurodegenerative. Le tipologia di olio incriminate sono varie: di canola, di palma, di mais, di soia, di girasole, di cartamo, di riso e d’uva.

Alcuni disturbi avvertiti nell’immediato possono essere affaticamento e pesantezza, così come emicranie e fastidi alle articolazioni, ma sul lungo periodo i problemi si fanno ben più gravi, tanto da parlare di Alzheimer, una tesi avvalorata da quanto rilevato in seguito alle autopsie di alcuni pazienti affetti dal morbo:

I ristoranti e le altre attività hanno iniziato a usare gli oli vegetali per via del loro basso costo e della grande disponibilità. L’olio di oliva, solitamente, costa dalle 1o alle 50 volte in più rispetto a quelli vegetali. Inoltre, sono semplici da utilizzare in cucina a causa del punto di fumo elevato e non rilasciano odori come invece fa l’olio d’oliva. Dunque, offrono numerosi vantaggi.

Gli effetti non sono però irreversibili: Shanahan invita dunque a ridurne l’uso, anche per recuperare il piacere di gustare i cibi apprezzandone il sapore naturale, non alterato dal condimento. In alternativa meglio puntare su quelli prodotti da olive, noci di cocco, avocado o arachidi.

Un allarme in linea con quello diramato nel maggio scorso dalla European Food Safety Authority, che ha definito alcune sostanze contenute nell’olio di palma come “potenzialmente cancerogene”. Sulla questione è intervenuto un portavoce della Ferrero, affermando che quello impiegato nella produzione della Nutella è raffinato a basse temperature e dunque sicuro.

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