Olio di palma fa male: verità o leggenda?

Olio di palma fa male: verità o leggenda?

Fonte immagine: Frutti di palma via Pixabay

L'olio di palma: vediamo la sua composizione e i dati in merito al contributo di grassi saturi nella nostra dieta, per scoprire se faccia davvero male.

L’olio di palma è un olio di origine vegetale saturo non idrogenato. Viene ricavato dai frutti maturi della palma Elaeis guineensis che, dopo essere stati raccolti, vengono lavati e sterilizzati in corrente di vapore e infine snocciolati, pressati e cotti per ricavarne l’olio. Quest’ultimo ha una intensa colorazione arancione dovuta all’abbondanza di beta-carotene ed è solido a temperatura ambiente. L’intensa colorazione viene ridotta mediante un apposito processo di raffinazione. A determinare lo stato fisico dell’olio di palma è la naturale abbondanza di grassi saturi.

L’utilizzo dell’olio di palma nell’alimentazione umana è noto da tempo: nelle popolazioni africane era diffuso già nella seconda metà dell’Ottocento. Alla fine dello stesso secolo l’olio di palma fu per la prima volta importato in Europa dove trovò impiego come lubrificante e come ingrediente per la preparazione dei saponi.

L’80% dell’olio di palma prodotto viene utilizzato dall’industria alimentare: è adatto per essere impiegato nella preparazione di dolci, biscotti, gelati, paste base e prodotti di panificazione in genere. La sua ampia diffusione come ingrediente dei preparati industriali è dovuta alla sua consistenza semi solida a temperatura ambiente, alla buona resistenza al calore e all’ossidazione.

L’utilizzo dell’olio di palma è stato di recente oggetto di particolare attenzione da parte dei consumatori e dei professionisti e ricercatori.

Vediamo quali sono le indicazioni in merito al suo utilizzo.

Composizione dell’olio di palma

Palma
Fonte: Palma via pixabay

La composizione in termini di acidi grassi è quanto è stata oggetto di analisi. L’olio di palma è composto per il 50% da grassi saturi, la maggior parte di questi è costituita dall’acido palmitico, per il 40% da acidi grassi monoinsaturi, per la maggior parte acido oleico e solo per il 10% da acido grassi polinsaturi, la maggior parte dei quali è rappresentata dall’acido oleico.

Fa male?

Bambini
Fonte: Bambini via pixabay

Secondo i dati degli studi scientifici che hanno analizzato l’effetto dell’olio di palma, non esistono effetti negativi specifici legati al consumo di questo prodotto. Tuttavia l’olio di palma è una fonte di acidi grassi saturi che, come hanno dimostrato diversi studi, se consumati in eccesso aumentano il rischio di soffrire di malattie cardiovascolari. In questo contesto va considerato l’apporto di acidi grassi saturi da parte anche dell’olio di palma nella dieta quotidiana.

Secondo le linee guida della Società Italiana di Nutrizione Umana, SINU, un individuo sano adulto dovrebbe assumere con l’alimentazione al massimo 20-22 g di grassi saturi al giorno. Secondo le stime effettuate dall’Istituto Superiore di Sanità l’olio di palma contribuisce al massimo per il 26%. Diversa è la percentuale che riguarda i bambini che notoriamente consumano più spesso crackers e merendine industriali: l’olio di palma contribuisce per il 44.8% all’apporto totale di grassi saturi nella loro dieta.

Poiché, come già detto, non ci sono evidenze scientifiche che l’olio di palma abbia effetti negativi diretti sulla salute, tutti coloro che seguono una dieta sana ed equilibrata, con un corretto apporto di acido grassi saturi quotidiano ed hanno uno stile di vita attivo, non devono necessariamente eliminare i prodotti con l’olio di palma.

Tuttavia visto il significativo contributo dell’olio di palma alla quantità dei grassi saturi assunti dai bambini, e in un contesto in cui l’obesità in età pediatria è in aumento, è opportuno che ove possibile l’olio di palma venga sostituito da oli più ricchi di acidi grassi mono e poli-insaturi.

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